Porto e trasporti

Allarme di Spediporto per la nuova tassa sulla merce voluta dai trasportatori
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GENOVA - Un piano regolatore portuale da disegnare, in attesa della nomina del nuovo presidente, i lavori della nuova diga da portare avanti, il ridisegno della viabilità del porto, il completamento dell'ultimo miglio ferroviario (i binari in banchina) e, in aggiunta, anche la fuga della merce che rischia il porto di Genova, in favore di quello della Spezia, a causa della tassa sulla merce decisa da tutte le sigle degli autotrasportatori contro le lentezze dello scalo. Senza dimenticare il trasferimento dei depositi costieri da Multedo a ponte Somalia (tutto appeso alle osservazioni negative del Tar, che Superba dovrà sanare). Tante patate bollenti per il nuovo commissario del porto di Genova-Savona, Massimo Seno, in arrivo dopo le dimissioni del commissario attuale, Paolo Piacenza (che ricoprirà la carica di segretario generale) indagato per abuso d'ufficio nell'ambito dell'inchiesta che ha travolto la Liguria  (LEGGI QUI) (LEGGI QUI)

Non ha ancora preso possesso dei nuovi uffici di palazzo San Giorgio, dove presto troverà anche tre ospiti "scomodi" cioè gli ispettori inviati dal Ministero dei Trasporti (uno dello stesso Ministero, uno della Corte dei Conti e uno della Capitaneria di porto) (LEGGI QUI) per verificare la regolarità delle procedure degli ultimi anni, visto che le inchieste hanno posto molti dubbi su alcune assegnazioni, come i trent'anni di concessione per il Terminal Rinfuse ad Aldo Spinelli, i fondi per il tombamento di calata Concenter, l'assegnazione sempre a Spinelli delle aree dell'ex Carbonile. 

LA TASSA DEGLI AUTOTRASPORTAORI E LA FUGA DELLA MERCE ALLA SPEZIA 

Ma a tutto ciò, dicevamo si aggiunge quella che per Spediporto è una vera e propria emergenza, cioè la nuova tassa voluta da tutte le sigle degli autotrasportatori su ogni viaggio da e per il porto del capoluogo ligure per compensare i maggiori costi dovuti alle attese per le procedure relative al carico e scarico della merce. "Una tassa da 120 a 180 euro che non accettiamo - spiega Giampaolo Botta - perchè ce ne dobbiamo fare carico noi che poi dobbiamo contrattare con le aziende. Ma vi dico di più: sono andato qualche giorno in diverse aziende del Nord Italia e le assicuro che molte hanno detto che sposteranno la merce alla Spezia, con l'intermodalità, cioè usando i treni fino al retroporto di Santo Stefanon Magra e da lì camion fino allo scalo. Credo che il nuovo commissario Seno dovrà affrontare subito questa emergenza, anche perchè non dimentichiamo che il porto ha chiuso ill 2023 con traffici con segno meno. Oggi anche gli uffici sono molto rallentati, per non dire bloccati. Nessuno ci ha più convocato per discutere del nuovo piano regolatore portuale ma questo è solo un punto dei tanti".