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Nei prossimi mesi si voterà a Sarzana, Portovenere e Cairo, proprio Sarzana (che cerca la riconferma) sarà interessante per le dinamiche politiche, perché permetterà di capire se verrà riconfermata la forza moderata, trainata da "Cambiamo" del presidente Toti
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LA SPEZIA - Il centrodestra si ricompatta sulle elezioni del consiglio provinciale della Spezia, ottenendo sei seggi sui dieci disponibili. Rimane in carica fino a scadenza dei prossimi mesi il presidente Pierluigi Peracchini, sindaco di La Spezia. "Insieme per La Spezia" ottiene la maggioranza assoluta (con sei seggi conquistati), seguita dalla lista "Centrosinistra per una nuova provincia della Spezia - Il territorio è un bene comune" che fa riferimento al Partito democratico (due i seggi assegnati), da Terzo Polo e Sinistra, che conquistano rispettivamente un seggio a testa. Sono stati eletti per il centrodestra Giancarlo Lucchetti, Rita Mazzi, Umberto Maria Costantini, Jacopo Ruggia, Gina Gabriella Crovara e Marco Tarabugi; per i dem Simone Regoli e Camilla Monfroni; per il Terzo Polo Massimo Bertoni e per la Sinistra Giorgia Lombardi.

Dopo la riconferma del presidente della provincia di Savona Pierangelo Olivieri, con i voti "totiani" e l'appoggio di Partito democratico e Terzo Polo, che aveva spaccato il centrodestra; la vittoria spezzina, almeno sulla carta, sembra aver riavvicinato le varie anime dell'alleanza. Nel centrodestra spiccano le vittorie di Giancarlo Lucchetti, sindaco di Varese Ligure e Rita Mazzi, sindaca di Follo, in area "Cambiamo con Toti". Conferma anche per le liste civiche e moderate del primo cittadino di La Spezia Pierluigi Peracchini, un seggio a testa invece per Fratelli d'Italia e Lega. Al voto circa l'80% degli aventi diritto. "Che la vittoria del centrodestra fosse nelle corde lo sapevamo, il quadro degli eletti era disegnato, con le nostre amministrazioni di La Spezia e Sarzana, ma quello che emerge è che l'area moderata continua a farla da padrone - commenta a Primocanale l'assessore regionale alla Protezione civile Giacomo Giampedrone, fedelissimo del presidente Giovanni Toti -. Se nell'area spezzina il sindaco Peracchini ha giustamente catalizzato i voti, noi totiani li prendiamo sul territorio. Questo significa che l'alveo dei moderati continua ad avere un ruolo predominante, nonostante a livello nazionale avanzino i partiti di destra".

Nei prossimi mesi si voterà a Sarzana, Portovenere e Cairo, proprio Sarzana (che cerca la riconferma) sarà interessante per le dinamiche politiche, perché permetterà di capire se verrà riconfermata la forza moderata, trainata da "Cambiamo" del presidente Toti. A Savona quindi solo vento di burrasca? "In provincia, con la riconferma di Pierangelo Olivieri, vi è stata una valutazione diversa per rieleggere il presidente, ma sono certo che Giovanni Toti riuscirà a rimettere tutti insieme. La Spezia infatti è stato un bel segnale, che ha riunito tutti i partiti di centrodestra, nel savonese invece c'è tutto il tempo per rimettere insieme i pezzi e per farsi trovare pronti per le Regionali 2025", l'analisi di Giacomo Giampedrone. Grande soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Riccò Loris Figoli, coordinatore di "Cambiamo con Toti" sul territorio spezzino.

"Siamo riusciti da subito a mettere insieme una lista unitaria, concordemente su La Spezia con nomi, luoghi e rappresentanti territoriali. I nostri candidati Giancarlo Lucchetti e Rita Mazzi hanno ottenuto il massimo delle preferenze, Lucchetti primo classificato ha raggiunto il record come voto ponderato, oltre alle 55 persone che si sono spostate dall'entroterra, solo per lui. Quello che emerge è che i moderati governano e lo fanno anche bene, ma Toti esprime il territorio". Insomma, se dovessimo tradurlo in gergo calcistico, 1 a 1 e palla al centro. A Savona la vittoria di Olivieri senza Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia, ma con l'appoggio di Pd e Terzo Polo, a La Spezia Toti ritrova l'unità ma marca comunque il territorio e la distanza con gli alleati. Banco di prova sarà, da qui ai prossimi mesi, l'appoggio al ricandidato sindaco di Imperia Claudio Scajola, che ha trovato l'endorsement di Giovanni Toti ma la contrarietà soprattutto di Fratelli d'Italia. "Senza liste e simboli di partito noi non ci saremo" avevano tuonato Matteo Rosso e Gianni Berrino".

 

 

 

 

 

 

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