Cronaca

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Ogni Municipio ha segnalato al Comune gli attraversamenti ritenuti più pericolosi per posizione, illuminazione o per numero di incidenti. Prima tappa della nostra mappa nel Centro Ovest
3 minuti e 23 secondi di lettura
di Aurora Bottino

È solo di venerdì scorso la notizia della morte di Maurizio Perrone, l'uomo di 54 anni travolto e ucciso da un mezzo pesante in via Natale Gallino, a Pontedecimo, mentre attraversava la strada. Si tratta del primo pedone che perde la vita per le strade della città di Genova nel 2026, dove l'anno scorso ci sono stati più pedoni uccisi che nei tre anni precedenti. Dall'ultima indagine "Ecosistema urbano" di Legambiente - Il Sole24Ore con 8 incidenti ogni mille abitanti, Genova è tra le città più pericolose, con vittime soprattutto tra pedoni e ciclisti.

Per quanto la causa sia spesso legata a violazioni del codice della strada da parte di chi è alla guida (a volte anche dello stesso pedone), molto più spesso di quanto dovrebbe, sono diversi gli attraversamenti pedonali che risultano non adeguati: bui, in curva, poco segnalati o con le strisce pedonali ormai sbiadite. Per questo i Municipi si sono messi al lavoro per segnalare al Comune di Genova quelli più pericolosi, per cui servirebbero fondi per rendere possibili interventi ad hoc. E proprio insieme ai presidenti di Municipio, abbiamo creato una mappa degli attraversamenti più 'pericolosi' di ogni delegazione, da Ponente a Levante. 

Investito e trascinato per km da un camion, morto un pedone a Sampierdarena

L'investimento mortale di Elio Arlandi 

Iniziamo con Sampierdarena, dove a inizio dicembre Elio Arlandi, di 67 anni, è morto investito da un mezzo pesante. L'uomo, noto musicista molto conosciuto nel quartiere, è stato trascinato dal camion per almeno due chilometri, da via Cantore (dove Arlandi ha attraversato fuori dalle strisce pedonali) fino alle alture di Sampierdarena. I punti critici sono diversi e sono stati segnalati dal Municipio all'assessorato competente, come da richiesta, grazie anche ai dati della polizia locale. Così il presidente, Michele Colnaghi, ha individuato gli attraversamenti pedonali più pericolosi.

Gli attraversamenti più pericolosi  

Tra le zone cerchiate in rosso nel dossier sampierdarenese c'è via Walter Fillak, la lunga via che collega via Paolo Reti a Certosa. Lì, gli attraversamenti sono pochi, con le strisce sbiadite e un'illuminazione scarsa. A peggiorare la situazione c'è la grande inciviltà dei cittadini, che ogni giorno parcheggiano sui marciapiedi, bloccando la visuale dei pedoni in attesa di attraversare la strada. Solo a metà dicembre un uomo con al guinzaglio il suo cane è stato centrato da un'auto mentre camminava proprio sulle strisce dell'attraversamento dopo il primo semaforo. Il più recente di una lunga lista di incidenti nella zona. 

Paura in via Fillak, uomo a spasso con il cane investito sulle strisce

Attenzionato anche quello di via Stefano Dondero, sotto alla stazione ferroviaria di Sampierdarena, dove la polizia locale ha registrato diversi investimenti e incidenti negli ultimi due anni. La causa è legata all'alto traffico, sia di auto che di pedoni. Sono migliaia le persone che ogni giorno entrano ed escono dalla stazione e che utilizzano quelle strisce pedonali. Allo stesso modo, via Dondero è la strada con cui si può raggiungere la rotonda di largo Jursè - per chi arriva da levante - tagliando i semafori di via Cantore e via Degola.

Il terzo è l'attraversamento dove a inizio dicembre è stato investito Elio Arlandi, dove andrebbe aumentata l'illuminazione. Occhi puntati anche su via Ferrara, a San Tedoro (che rientra nella delegazione del municipio Centro Ovest), dove Colnaghi ha richiesto al più presto un nuovo attraversamento: "Sono fondamentali nuove strisce pedonali sulla svolta che da via Ferrara porta a via Bologna".

Il presidente Colnaghi: "Riflessione su dossi e l'alto numero di camion in strada"

Al centro del dossier consegnato all'assessore Robotti Colnaghi ha chiesto che venga fatta una riflessione su possibili dossi da posizionare in prossimità delle scuole. "La vecchia amministrazione aveva bocciato l'idea, ma secondo me nelle strade secondarie dove sono presenti tanti bambini ogni giorno potrebbe essere la soluzione alle auto che sfrecciano". "Abbiamo anche segnalato il passaggio di Tir sulle nostre strade - continua Colnaghi -, che purtroppo non sono pochi e sono soprattutto quelli in uscita dal porto, che spesso passano per via Tullio Molteni. La richiesta è un cambio di itinerario per farli passare dentro alle aree portuali, così da non mettere a rischio adulti e bambini che attraversano le strade".

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