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Il consulente Rosati: "Crollo per scarsa manutenzione". Il tecnico del giudice in aula conferma che ponte è collassato per mancata iniezione delle guaine
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GENOVA- "L'ex Ad Castellucci in aula? Secondo me è un modo per sviare l'attenzione dalla perizia". Così Emmanuel Diaz ai microfoni di Primocanale ha commentato la notizia della presenza nella tensostruttura del processo per il crollo di Ponte Morandi (14 agosto 2018, 43 morti) di Giovanni Castellucci, ex amministratore delegato di Autostrade per l'Italia. L'ex ad, a sorpresa, si era presentato ieri mattina, nella giornata in cui i giudici hanno deciso di ammettere la maxi memoria dei pubblici ministeri, documento di tremila pagine fondamentale per lo svolgimento del processo.

Castellucci presente in aula anche questa mattina.

Oggi una nuova udienza dalle 9 della mattina con le opinioni di nuovi periti: ieri quella di Massimo Losa, ingegnere pisano, perito dei giudici che ha confermato teorie già conosciute: "Il crollo provocato dalla corrosione sulla pila 9 si poteva evitare, con adeguata manutenzione. La corrosione del calcestruzzo è iniziata il primo giorno di vita del ponte ed è avanzata in modo progressivo sino al crollo".

Processo Morandi: memoria dei pm ammessa. In aula l'ex ad di Aspi Castellucci - LA NOTIZIA

Sia all'udienza di oggi che a quella di domani la procura proseguirà con gli altri periti. Alla fine, gli avvocati difensori dei 58 imputati potranno cominciare con il contro esame.

Il tecnico del giudice in aula Gianpaolo Rosati, docente del Politecnico di Milano, conferma che il "ponte è collassato per mancata iniezione delle guaine. Se ci fosse stato un sistema di monitoraggio acustico, come avviene normalmente, ci si poteva accorgere della corrosione anche all'interno di stralli di cemento, come è accaduto in un ponte di Londra dove grazie ai bip bip ci si è accorti del degrado e si è riusciti a evitare tragedia".

Renzo Valentini, nominato perito al posto di Bernhard Elsner, tecnico svizzero costretto alle dimissioni dopo aver rilasciato intervista a una tv in cui anticipava causa del crollo, ha raccontato in aula come la corrosione attacca e mina la stabilità delle opere in calcestruzzo come il Morandi. L'uomo sta impartendo una sintetica lezione di chimica, raccontando come l'anidride carbonica nell'aria può portare all'innesco della corrosione, allo stesso modo del cloro, corrosione che è inevitabile, mentre la velocità dipende dagli agenti atmosferici esterni come umidità e acqua, più umidità più corrosione, e il ponte Morandi era sull'acqua e di fronte al mare.

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