CULTURA

Un viaggio grazie alla musica e alle immagini di Schult e Nilsson

Transhuman Art Critics: tra intelligenze artificiali e musica elettronica, la performance a Palazzo Ducale

sabato 21 luglio 2018
Transhuman Art Critics: tra intelligenze artificiali e musica elettronica, la performance a Palazzo Ducale

GENOVA -  Una performance multimediale quella di Emil Schult e Emma Nilsson che ha fatto il giro dell’Europa e che ieri in anteprima nazionale è stata realizzata nella Sala del Munizioniere di Palazzo Ducale. L'artista che ha collaborato con i Kraftwerk, ma ha anche scritto brani per i Coldplay e altri artisti, in questo binomio tra video e musica affronta il tema delle origini della musica elettronica, partendo con un interesse archeologico dagli anni 60 e giungendo fino ai giorni nostri.

“Nel corso della performance ci sono tanti tributi ad artisti contemporanei, ma anche brani composti apposta per l'occasione e improvvisati con gli strumenti a nostra disposizione”, spiega Emma Nilsson, compositrice di installazioni sonore.

“E poi utilizziamo due linguaggi universali come quelli della musica e dell'arte”, racconta Schult.

A separarlo dal numeroso pubblico in sala uno schermo, che diventa una tela grazie alle proiezioni video coloratissime e in sintonia con la musica, suonata dal vivo da Schult e Nilsson.

Un viaggio attraverso anche il mondo dell’intelligenza artificiale. “È interessante parlare di intelligenza artificiale che si è iniziata a sviluppare 14 anni fa. In Cina ci sono adesso macchine automatiche ed è una gran bella occasione per noi, una sfida e quello che facciamo con la musica è di affrontare questo orizzonte”. E proprio “Artificial Intelligence” sarà il nome del nuovo brano di Paolo Sarpi con cui ha collaborato per la realizzazione del video e di un remix sperimentale. In attesa del suo doppio album dal titolo “A Perfect Cut in the Vacuum”, in uscita a fine estate, fino al 29 luglio in Sala Dogana, sempre presso il Palazzo Ducale di Genova, ci sarà la mostra a lui dedicata, “Bad Consumers”, con alcune opere di Schult.

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