
"Per l'ingegner Fabriani è stata chiesta una condanna a quattro anni e mezzo ma è assolutamente esclusa per noi la sua responsabilità perché da direttore di tronco di Genova per Aspi dal 2003 al 2009 non aveva alcuna competenza in materia di sorveglianza e di manutenzione straordinaria e ha fatto tutto ciò che gli competeva, in base alle competenze della direzione di tronco, ossia manutenzione ordinaria".
Lo hanno ribadito al processo Morandi gli avvocati Andrea (nella foto a sinistra) e Nicoletta Garaventa, difensori di Giorgio Fabriani (nella foto a destra), l'ex direttore del tronco di Genova imputato per il tragico crollo del viadotto Polcevera del 2018. "Nel periodo in cui l'ingegner fabriani fu direttore di tronco non vi fu alcun allarme fra parte di Spea" hanno rimarcato a Primocanale i due legali.
"Fabriani in passato si era occupato anche della gronda autostradale, un'opera che putruoppo non è stata realizzata", hanno rimarcato i legali che hanno citato anche la recriminazione espressa nelle scorse udienze dalla collega Paola Sultana che nel difendere un altro imputato - Alessandro Natali, per dieci anni capo dell'Ufficio Manutenzioni del tronco di Genova - aveva sottolineato come quel "passante" a monte del viadotto Polcevera avrebbe potuto Alleggerire il traffico e agevolare il rifacimento del Morandi.
Gli avvocati Garaventa hanno spiegato perchè Fabriani, come sostengono i pm Airoldi e Cotugno, non si è mai accorto di possibili copia incolla sulle relazioni inviate da Spea, a cui, dire dei legali, spettava la sorveglianza del viadotto: "Non si è mai accorto di possibili copia incolla perchè sul Morandi durante gli anni in cui è stato direttore non ha ricevuto mai nessun allarme".
I legali per sottolineare la professionalità di Fabriani hanno rimarcato che era stato scelto dall'Allora sindaco di Genova Doria come amministratore delegato e presidente di Aster, cariche poi decadute una volta andato in quiescenza.
Come altri legali anche Nicoletta e Andrea Garaventa hanno iniziato l'arringa esprimendo la massima solidarietà a Genova e ai familiari delle vittime per la tragedia del ponte: "Sul Morandi quel giorno poteva esserci chiunque di noi".
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