Cornigliano, Struppa, Rivarolo, Pra', Pre-Molo-Maddalena e Bolzaneto sono i quartieri di Genova dove si registra il più alto tasso di mortalità in città. In queste zone sono stati infatti rilevati dati superiori alla media registrata a Genova. I dati, forniti dal Comune di Genova, fanno riferimento agli anni compresi tra il 2009 e il 2024. A Cornigliano si registrano circa 60 vittime in più all'anno rispetto al dato atteso, a Rivarolo addirittura 74 in più, a Struppa 29 in più all'anno. Il dato prende a riferimento e si basa anche sulle caratteristiche della popolazione per età e sesso. Discorso opposto si deve fare per Albaro, Nervi-Quinto-Sant'Ilario e Portoria che sono le zone della città che registrano un dato sotto la media rispetto alle morti attese.
"Genova è molto differenziata, ha quartieri tendenzialmente sani dal punto di vista del tasso di mortalità standardizzato per età e specifico per genere nel Levante mentre la situazione più grave si registra nel Ponente e in Valpolcevara - commenta Valerio Gennaro, specialista in oncologia e medicina preventiva ed epidemiologo. Cornigliano continua a essere un quartiere critico, mediamente abbiamo circa 60 decessi all'anno in più, è una stima ma è stabile e, visto che abbiamo anche quartieri in realtà con dati buoni potremmo imparare a capirne di più le ragioni, aiutare di più quella popolazione magari anche con servizi sanitari e provando a ridurre cli altri fattori di rischio. A Cornigliano c'è stato un grande inquinamento ambientale dovuta alla presenza dell'acciaierie, adesso direi che quella massa di inquinamento è ridotta, però gli effetti sulla salute della popolazione permangono per un po', quindi dobbiamo assolutamente vedere come aiutare questa popolazione e anche le altre".
I dati quartiere per quartiere
- Cornigliano 60 morti in più all'anno rispetto al dato atteso (+30,5%)
- Struppa 29 morti in più all'anno rispetto al dato atteso (+18,2%)
- Rivarolo 74 morti in più all'anno rispetto al dato atteso (+16%)
- Pra' 39 morti in più all'anno rispetto al dato atteso (+13,4%)
- Pre-Molo-Maddalena 27 morti in più all'anno rispetto al dato atteso (+12%)
- Bolzaneto 24 morti in più all'anno rispetto al dato atteso (+11,5%)
- San Fruttuoso 42 morti in più all'anno rispetto al dato atteso (+6,5%)
- Oregina-Lagaccio 19 morti in più all'anno rispetto al dato atteso (+4,9%)
- Sestri Ponente 35 morti in più all'anno rispetto al dato atteso (+4,7%)
- Voltri 8 morti in più all'anno rispetto al dato atteso (+3,6%)
- Pontedecimo 4 morti in più all'anno rispetto alle previsioni (+2,1%)
- Castelletto 5 morti in più all'anno rispetto al dato atteso (+1%)
- Sampierdarena 2 morti in più all'anno rispetto al dato atteso (+0,4%)
- San Teodoro 4 morti in meno all'anno rispetto al dato atteso (-1,1%)
- Molassana 10 morti in meno all'anno rispetto al dato atteso (-2,6%)
- Staglieno 10 morti in meno all'anno rispetto al dato atteso (-3,3%)
- Marassi 32 morti in meno all'anno rispetto al dato atteso (-5%)
- Pegli 34 morti in meno all'anno rispetto al dato atteso (-7,2%)
- Valle Sturla 14 morti in meno all'anno rispetto al dato atteso (-7,9%)
- Quarto 43 morti in meno all'anno rispetto al dato atteso (-8,1%)
- San Martino 24 morti in meno all'anno rispetto al dato atteso (-9%)
- Foce 28 morti in meno all'anno rispetto al dato atteso (-9,9%)
- Portoria 26 morti in meno all'anno rispetto al dato atteso (-11,5%)
- Nervi-Quinto-Sant'Ilario 48 morti in meno all'anno rispetto al dato atteso (-13,8%)
- San Francesco d'Albaro 88 morti in meno all'anno rispetto al dato atteso (-15,3%)

L'inquinamento dalle navi in porto
A Genova particolare attenzione alla situazione del porto. Bruno Piotti, presidente Isde (International Society of Doctor for Environment - Associazione Medici per l'Ambiente) ha analizzato proprio la situazione nel dettaglio. Secondo le analisi quella di Genova è una delle aree portuali dove si registra il più alto livello di inquinamento legato al pm 2,5 prodotto soprattutto dall'inquinamento prodotto delle navi. "Nell'area portuale di Genova, dopo Napoli e Palermo, - spiega Piotti - si raggiungono livelli di inquinamento che si avvicina a quello della Pianura Padana che è una delle aree più inquinate d'Europa. Tra le cause ci sono gli agenti inquinanti rilasciati dalle navi in porto e dal traffico dei mezzi pesanti in transito".
L'appello che arriva dal settore è quello di chiedere agli enti una maggiore sintonia e presa in carico del problema inquinamento in città chiamando in causa anche esperti di varia natura: ingegneri, architetti, urbanisti, epidemiologi, sociologi. Dall'Isde arrivano anche una serie di richieste rivolte a Regione Liguria, Comune di Genova e Autorità Portuale: "Prima di tutto l'elettrificazione delle banchine del porto entro il 2026; un tavolo di concertazione sul traffico da per il porto; il rinnovamento dei motori delle navi passeggeri e commerciali; i container e le merci portuali trasferiti dal o verso il Porto progressivamente su rotaia anziché su ruota; il miglioramento dei corridoi di traffico dei mezzi pesanti; la riduzione decisa del traffico motorizzato privato, con l'introduzione di zone a basse emissioni, zone 30 km/h, ecc.; il potenziamento del trasporto pubblico locale, o la promozione della mobilità attiva, o lo sviluppo della mobilità condivisa con mezzi non inquinanti o l'utilizzo di veicoli privati a zero emissioni; interventi sul riscaldamento degli edifici e una pianificazione urbana orientata alla salute".
Un porto di Genova che nel corso degli anni si è esteso nello spazio: "Adesso riguarda circa otto quartieri e ci si dimentica anche lì, non so quanto ingenuamente, di guardare lo stato di salute delle persone che vivono in quei quartieri perché hanno un impatto notevole oltre ad aver perso le spiagge o quant'altro lì hanno una compressione dei loro spazi vitali: dal verde allo spazio per vivere, per giocare che si ripercuote sulla salute che in effetti quando andiamo a misurare i livelli di salute nelle zone scopriamo che c'è una perdita e c'è un netto peggioramento rispetto al levante cittadino e alla media genovese" conclude Valerio.
14° C
LIVE
IL COMMENTO
-
Matteo Angeli
Mercoledì 14 Gennaio 2026
-
Luigi Leone
Lunedì 12 Gennaio 2026
leggi tutti i commentiQuando la protesta è scomoda: sull’Iran la sinistra resta in silenzio
Salis, le primarie divisive e l’obbligo della coerenza