Cronaca

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Il commento della portavoce dei familiari delle vittime alle richieste di assoluzione degli avvocati difensori: "I legali fanno il loro lavoro, ma l'impianto accusatorio è forte, robusto e noi abbiamo piena fiducia nei pm e nei giudici"
1 minuto e 16 secondi di lettura
di Michele Varì

"Tutti gli imputati del processo sono in qualche modo responsabili della tragedia, seppure, per alcuni casi, in modo marginale, nel caso contrario non sarebbero stati imputati e non sarebbero state richieste delle pene: ma la decisione sulle singole posizioni ovviamente tocca ai giudici".

La portavoce dei familiari delle vittime del crollo di Ponte Morandi Egle Possetti (nella foto di stamane con il cognato Marcello Bellasio e l'avvocato del comitato Raffaele Caruso) commenta così le richieste di assoluzione degli avvocati che stanno intervenendo per difendere gli imputati alla sbarra per la tragedia del 2018, costata la vita a 43 persone. "Ovviamente tutti gli avvocati devono difendere i propri assistiti, ma siamo convinti che l'impianto accusatorio sia molto forte, robusto, e quindi pensiamo che, pur nella diversità delle responsabilità, ci siano delle responsabilità per tutti gli imputati che sono a processo".

Possetti crede che l'imputato principale, l'ex amministratore delegato di Aspi Giovanni Castellucci, che ha avuto la richiesta pena più elevata di 18 anni e sei mesi in quanto ex amministratore delegato di Autostrade per l'Italia, la cui difesa è fissata a calendarizzata per fine marzo, non possa aprire nuovi spiragli, "lui era al vertice di questa società e pensiamo che per questo le responsabilità siano elevate, saranno comunque i giudici a valutare quale sarà l'entità della pena, ma noi auspichiamo che ci sia una pena per le posizioni di vertice".


La portavoce dei familiari delle vittime conclude dicendosi soddisfatta dei tempi del processo che potrebbe arrivare a sentenza entro la fine di quest'anno. "Lo auspichiamo con tutto il cuore".

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