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GENOVA - Bisogna capire, dopo la sconfitta di Verona, maturata malgrado la Sampdoria fosse anche passata in vantaggio, che cosa sia successo. “Riuscire” a farsi pareggiare e sorpassare nel giro di cinque minuti non è di poco conto.

Mi sembra che in trasferta la Samp sia fragile, al “Bentegodi” l’ha tenuta in partita Audero con grandi parate, sebbene nel finale potesse anche pareggiare con Caputo, sempre in palla.

Con il Milan si profila una partita difficile in un momento difficile: spero che la Sampdoria possa ripetere le prestazioni che ha fatto contro le grandi squadre tra le mura amiche, Atalanta, Juventus e Lazio, per strappare un risultato positivo ed uscire da questo momento di impasse.

Ma quello che mi sta più a cuore, per il futuro della Sampdoria, è il fronte societario. E lo sostengo da tempo, perché ci sono passato da calciatore all’epoca della transizione da Enrico Mantovani a Riccardo Garrone. E’ inevitabile che alla lunga le vicende del club si ripercuotano anche sulla squadra.

L’arrivo di una nuova proprietà porta immediatamente entusiasmo, motivazioni nei dipendenti come nei calciatori. Sarebbe un bell’avvenimento. E poi quando alle spalle di una squadra c’è una società forte, ti senti ancora più gratificato e spinto a fare meglio.

Questo senza nulla togliere a Marco (Lanna), che sta facendo di tutto per il bene della Sampdoria, quasi miracoli, ma penso che anche lui si aspettasse una risoluzione dei problemi societari più veloce. Marco, visti i margini di manovra che ha, sta producendo il massimo sforzo, ha riportato lo spirito di appartenenza che era venuto a mancare con Ferrero.

Poi, è normale che tra campo e fuori influiscano altre situazioni ed in questo momento storico la Sampdoria è in difficoltà. Come andare avanti? Tutti là dentro devono continuare a fare quel qualcosa in più delle proprie potenzialità, vale per i dipendenti e i dirigenti come per i giocatori.

Sulla carta per me la Sampdoria non è inferiore alle altre squadre che lottano per salvarsi, però deve dare di più. Molto dipende da Giampaolo e dai calciatori. Di quello che ho visto sinora dal gruppo squadra non posso dire male male: in casa ho assistito a belle prestazioni, il problema è fuori, dove emerge troppa fragilità. Bisogna compattarsi di più anche lontano dal “Ferraris”.

Secondo me ora è subentrata anche un po’ di paura, ci vorrebbe una scintilla che aiuti a recuperare un po’ di sicurezza: davanti la Samp ha giocatori importanti, capaci di fare sempre gol e chi sa fare i gol continuerà a farli, superando ogni difficoltà.

Occorre avere ancora pazienza come stanno facendo i tifosi, che restano sempre vicino alla squadra. In casa questo fattore si sente, insistendo si riusciranno a fare risultati anche lontano da Marassi. Con la speranza che nel frattempo si concretizzi la svolta societaria.

Ho letto sul sito di Primocanale del nuovo gruppo americano, ovviamente non conosco i soggetti coinvolti ma so per certo che Marco farà di tutto, per quanto in suo potere, per lasciare il club in buone mani.

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