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L'imprenditore in vacanza dalla fidanzata spiega: "Il popolo ha paura di parlare ma non voleva la cattura di Maduro"
2 minuti e 56 secondi di lettura
di Giorgia Fabiocchi

Alessandro Parodi, ristoratore genovese in vacanza in Venezuela, dove vive la sua compagna, ci racconta l'aria che si respira dopo la cattura del dittatore Nicolas Maduro. L'imprenditore si trova a mezz'ora dalla capitale Caracas. Il presidente venezuelano è stato prelevato di notte nella sua casa, insieme alla moglie, e trasportato in nave negli Stati Uniti d'America. Maduro e la consorte sono arrivati a New York scortati negli uffici dell'antidroga e le sue prime immagini lo ritraevano con una felpa nera e un cappuccio. Le prossime ore saranno dirimenti sul futuro del Venezuela, con il controllo americano almeno in una prima fase. Nel frattempo, contattato telefonicamente da Primocanale, Alessandro Parodi ci ha rilasciato un'intervista nella quale racconta l'aria che si respira in Venezuela.

La prima cosa che ti chiedo, Alessandro, è qual è la situazione in Venezuela adesso?

"È una situazione di quella calma, che è regolare quando succedono certi fatti. Le strade sono deserte, la metropolitana ha ripreso a funzionare e ci sono code di centinaia di metri davanti ai supermercati, alle farmacie, alle pompe di benzina".

Le persone hanno paura? Che cosa riesci a percepire stando lì?

"No, le persone non parlano perché in certi momenti il silenzio è d'oro qua, però sono ordinati, tranquilli e continuano la loro vita di sempre. Tutto verrà verificato domani quando riprenderanno le giornate lavorative".

Da qui la sensazione è che i venezuelani siano contenti della cattura di Maduro, ce lo confermi?

"Non è assolutamente vero. Non c'è stata alcuna manifestazione di giubilo in tutto il Venezuela, anzi, il contrario. A Valencia, che è nel nord del paese, a Caracas, che è la città principale, non c'è stata nessuna manifestazione di giubilo, anzi ci sono state delle riunioni popolari in favore di Maduro. Questo te lo posso garantire, perché ieri ho girato abbastanza".

Temete il rischio guerra civile in Venezuela?

"Quello dipende, diciamo, dalle forze militari, adesso dipende tutto dalla forza militare però già è successo in passato. Nel 2024 c'è stato un inizio di guerra civile, però potrebbe esserci, perché ci sono anche delle fazioni paramilitari qua, armate. Purtroppo il rischio c'è".

Ci sono soldati americani lì tra le vie del paese?

"No, non c'è nessun soldato americano sul territorio venezuelano, questo ve lo posso assicurare, perché qua abbiamo immagini reali. Ci sono stati dei morti, però tutto personale relativo alla difesa, che era adatto alla difesa e alle postazioni radar. Hanno fatto quell'operazione di estrazione di Maduro e poi se ne sono andati. Non c'è stata un'invasione vera e propria sul territorio.

Che popolo è quello dei venezuelani?

"È un popolo molto compatto, molto orgoglioso. Consegue veramente le direttive bolivariane di indipendenza. Quindi non si lascerà sottomettere o invadere, ecco".

Quindi loro non sono contenti se gli Stati Uniti gestiranno il paese?

"No, quello assolutamente no, perché sanno che perderebbero la loro autonomia, quella che hanno in questo momento.

Della Machado cosa pensano? Può diventare lei la prossima premier?

"Lei è forse più considerata al di fuori del paese. Qua viene definita con un dispregiativo di Saiona, come se fosse una strega. E quindi non è ben vista, infatti penso che non sarà lei magari, se ci saranno delle elezioni, la futura presidente della Venezuela, perché è divisiva. A lei fanno pensare che ha chiesto un'invasione del proprio paese e qua te la fanno pagare, ecco".

Tu devi tornare in Italia, ma i voli sono chiusi?

"Sì, c'è il blocco aereo e aspettiamo, aspettiamo serenamente. Intanto posso dire che gli italiani qua sono ben visti, quindi abbiamo lasciato delle belle cose".

*Credits: Ansa

VenezuelaL'attacco degli Stati Uniti in Venezuela

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