L'inchiesta sui baby 'prostituti' genovesi che vede 20 persone indagate tra i 40 e i 60 anni per favoreggiamento della prostituzione minorile sarebbe solo la punta di un iceberg. Settimane fa il caso delle baby squillo, oggi sotto i riflettori sono dei ragazzini. "Non c'è più differenza tra generi - spiega la psicoterapeuta, Sara Padovano, a Primocanale - L'adolescenza sta cambiando".In Procura ci sarebbero altre indagini simili con molti indagati. Il fenomeno secondo gli inquirenti sta aumentando grazie a internet. "Ma il web - ha detto il procuratore Michele Di Lecce - non è l'unico modo. Spesso sono amici di famiglia o l'amico di un amico a portare il minore nel mondo della prostituzione".
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