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A quasi sei mesi dagli arresti dello scorso 6 dicembre, eseguiti su ordine del gip di Paola (Cosenza) che avevano decapitato la Sampdoria, dovrebbe finalmente muoversi qualcosa sul fronte del cambio di proprietà.

Nella giornata di lunedì, il commercialista mestrino Gianluca Vidal (nella foto) - entrato tre anni fa nel mondo della Sampdoria, come consulente del presidente impegnato a resistere all'offerta della cordata Vialli-Dinan-Knaster, oggi custode del trust dell'isola di Jersey in cui la società blucerchiata è stata imbozzolata, a garanzia dei debiti ferreriani maturati su altri fronti - dovrà infatti comunicare al CdA blucerchiato il nome della società di consulenza finanziaria incaricata di cercare acquirenti.

Si parla di Ernst & Young, società per cui ha lavorato Gianni Panconi ora nel CdA del Doria, e di Mediobanca: certo è che quasi sei mesi sono stati perduti in chiacchiere dall'effetto oggettivamente dilatorio, tra annunci di manifestazioni di interesse mediorientali o italiane che sfumavano dalla sera alla mattina, ora per via della guerra in Ucraina ora per via dell'incertezza su salvezza o retrocessione, mentre tutt'attorno altre società di serie A e B venivano tranquillamente compravendute, a dispetto della situazione internazionale o dell'esito del campionato.

La salvezza, raggiunta in modo avventuroso e quindi euforizzante, non è un punto di arrivo ma di partenza. Servono da una parte capitali per affrontare il problema di adeguare l'organico alla prossima stagione, dall'altra chiarezza in un assetto societario ormai pletorico con troppi doppioni e sovrapposizioni di competenze: a partire dal dualismo tra un presidente effettivo, senza però azioni, e un ex presidente che tuttora controlla, tramite familiari, la proprietà del club e che, appena tornato in libertà, non ha mancato di mandare segnali tutt'altro che in linea con l'uscita definitiva di scena che i tifosi auspicherebbero; un consiglio di amministrazione in cui due figure del tutto estranee al "ciclo romanesco", Lanna e Panconi, convivono con l'avvocato Romei, che fu il gran tessitore e suggeritore del passaggio dai Garrone-Mondini all'attuale proprietà, del quale sarebbe stato a lungo l'onnipresente braccio destro prima della rottura dopo il fallimento dell'operazione Vialli, rottura mai chiarita al pari delle ragioni dell'immediato rientro, addirittura come vicepresidente, all'indomani degli arresti di dicembre.

Sono due anche i direttori sportivi, Carlo Osti che è al Doria da quasi dieci anni e Daniele Faggiano arrivato l'estate scorsa, impegnati con un presidente "tecnico" come Lanna a decidere come rimodellare la squadra, visto che il passaggio di proprietà, se e quando ci sarà, non avverrà comunque in tempi funzionali ad affrontare il mercato con risorse adeguate a evitare l'autofinanziamento tramite cessioni. Il ritorno di Linetty, molto gradito a Giampaolo che lo aveva valorizzato, potrebbe per esempio avvenire solo con la cessione di Colley al Torino. Colmando una lacuna in mediana ma aprendone una in difesa. Senza soldi freschi la minestra sarà questa.

La stagione modesta non ha certo aumentato il valore dei giocatori in rosa e ad aver un certo mercato sono soltanto Audero, Sabiri, Bereszysnki, Colley e Thorsby. Gabbiadini sta recuperando dall'infortunio, Damsgaard era uscito alla grandissima dall'Europeo ma in pratica ha perso tutta la stagione: l'attaccante e il danese sono i due veri "acquisti" per il prossimo anno. Giampaolo è pronto alla scommessa di valorizzare giovani sconosciuti, riuscitissima nel primo triennio di esperienza doriana: si tratta di riuscire, come ha detto, "a trovare altri tre o quattro Sabiri in serie B".

Ma il vero futuro, speranze per il prossimo campionato a parte, comincerà davvero quando si sarà davvero voltata per sempre la pagina più brutta della storia della Sampdoria. Il prossimo sarebbe il nono campionato con questa proprietà e i 22mila presenti alla partita con la Fiorentina, che avevano comprato il biglietto pensando che sarebbe stata una battaglia e non una festa, meritano decisamente di meglio.