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GENOVA - Dopo la tempesta e le tensioni il Genoa cerca di ritrovare l’unita. Bani a nome dei compagni a margine della festa del settore giovanile è stato chiaro: “Siamo tutti uniti e il gruppo c’è”, nel solco della richiesta del presidente Zangrillo. E anche Strootman, uno dei senatori ha confermato. Contro il Cittadella, insomma, c’è voglia di immediato riscatto. Blessin da parte sua deve trovare le corde giuste a che tattica e te dopo lo scempio di Perugia.

Dal 4-4-2 iniziale al 4-2-2-2 in corso d’opera per finire in uno schema indefinito che ha portato al gol degli umbri di Olivieri. Forse stavolta il tecnico tedesco sta pensando al 4-3-1-2 invocato un po’ da tutti che vedrebbe in attacco Aramu alle spalle di Coda e Puscas. Intanto i tifosi della Nord ci saranno anche se all’inizio del match hanno annunciato il silenzio per un quarto d’ora per protesta contro la repressione negli stadi. Ecco il comunicato: “Abbiamo deciso di stare seduti e in silenzio per i primi 15 minuti di partita perché il silenzio fa rumore, perché il silenzio vale più di mille parole.


Ci teniamo inoltre a sottolineare che dopo questi 15 minuti torneremo a tifare e, seguendo la nostra linea, sostenere la squadra come abbiamo fatto fino adesso, incessantemente per tornare dove meritiamo…” Gli ingredienti per trovare un successo casalingo che manca da tempo, peraltro l’unico fin qui col Modena, sembrano esserci.

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