SPORT

Dopo la malattia della figlia Guia

Un triathlon per sostenere la ricerca contro il neuroblastoma, la sfida di un "Irondad"

di Silvia Isola

giovedì 12 settembre 2019



GENOVA -  Lo chiamano Irondad, ma preferisce essere solo il papà di Guia e degli altri suoi due fratellini. Un papà normale che nel 2015 ha visto la sua vita cambiare, quando alla piccola di soli 4 mesi è stato diagnosticato un neuroblastoma al quarto stadio. E per affrontare la sfida più grande, quella della malattia di sua figlia, il genovese Filippo Minuto ha deciso di partecipare al triathlon IronMan e raccogliere fondi per la ricerca.

"3,8 km di nuoto, 180 km di bici e una maratona come fine della gara", spiega come funziona Filippo Minuto, ingegnere genovese di 42 anni. "La scommessa è legata al mio risultato, meno tempo impiego per arrivare al traguardo e più donazioni raccogliamo, aumentando le possibilità di salvare le vite dei bambini". 

L’obbiettivo, oltre battere il record personale di 10 ore e 57 è quello di superare le donazioni del 2017, circa 80 mila euro. "Siamo tutti con Filippo ed è per questo che Regione Liguria ha voluto sostenere l'iniziativa di questo 'papà coraggio', come abbiamo già fatto in passato", ha ricordato l'assessore allo sport Ilaria Cavo. "Lo sport è anche solidarietà, come ha ricordato anche il Santo Padre ieri, e perciò mettiamo tutti una mano sul cuore e al portafoglio per scommettere su questa sfida". Per sostenere la raccolta fondi e la gara di Filippo, che sarà a Cervia il 21 settembre, basta andare sul sito www.neuroblastoma.org.

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