CULTURA

Si apre con un Alessandro Stradella ritrovato e "Pagliacci" dalle scene in realtÓ aumentata

Teatro Carlo Felice, riparte la stagione tra riscoperta del passato e innovazione

di Silvia Isola

mercoledý 23 settembre 2020



GENOVA -  Un’opera ‘genovese’ che non viene rappresentata da secoli, una delle più amate dal pubblico che vedrà addirittura una mongolfiera sul palcoscenico e un’altra che per la prima volta avrà una scenografia virtuale grazie alla realtà aumentata. La prima parte della nuova stagione al Teatro Carlo Felice promette bene con tre produzioni che da qui a dicembre puntano ad attirare in platea non soltanto gli affezionati, ma soprattutto i più giovani.

Si parte il 1 ottobre con “Il Trespolo tutore”, il capolavoro composto da Alessandro Stradella proprio nei carruggi genovesi e rappresentato per la prima volta nel lontano 1679 al Teatro Falcone di Genova è stato riscoperto dall’abile regia a due mani firmata da Paolo Gavazzeni e Piero Maranghi. “Uno degli obbiettivi del nostro teatro è proprio quello di far conoscere al pubblico il patrimonio della storia musicale del nostro territorio”, spiega a Primocanale il sovrintendente Claudio Orazi. “In questo caso metteremo in scena la prima rappresentazione moderna in Italia di un’opera barocca, ma estremamente moderna”. A dirigere l’orchestra sarà il maestro Andrea De Carlo, gran conoscitore di Stradella, che “spacca”, commenta sorridendo il regista Paolo Gavazzeni. “Impossibile non innamorarsi della sua trama esilarante e ricca di intrecci: è stata una bella sfida e non vediamo l’ora di farla conoscere al pubblico”.

Segue poi “La vedova allegra”, in scena dal 27 novembre al 6 dicembre. L’operetta di Lehár avrà la regia del giovane Luca Micheletti, che interpreterà anche il ruolo di Danilo. I bozzetti di scena fanno presagire che sarà un bellissimo allestimento, con una giostra e una mongolfiera sul palco del teatro. Per Natale, invece, torna “Pagliacci” ma in una versione del tutto inedita: per la prima volta le scene saranno tridimensionali: “I cantanti vivranno le loro molteplici vite osservate da camere live, sguardi digitali che racconteranno l’opera, in una scena fatta di architetture a 360°”, spiega il regista Cristian Taraborrelli. Per l’occasione debutteranno i genovesissimi Francesco Meli e Serena Gamberoni nei ruoli di Canio e Nedda.

A questo si aggiunge la stagione sinfonica, con una serie di appuntamenti che testimoniano come il teatro sia uno dei principali luoghi di ritrovo cittadini, seppur a distanza. 999 i posti che per ogni spettacolo possono essere riempiti in ottemperanza alle misure di sicurezza. “Proprio per questo il teatro si apre alla città anche per occasioni non legate alla musica, ad esempio lo farà il 12 ottobre per le Colombiane che festeggeremo qui”, ha annunciato il sindaco Marco Bucci. “È stato il primo teatro ad aprire durante il lockdown per un concerto in omaggio al 25 aprile, così come ha partecipato alle manifestazioni estive quali il Festival di Nervi: adesso è tempo di tornare in platea per questa nuova stagione”. E del resto, come commentato dall’assessore alla cultura del comune di Genova Barbara Grosso, il cartellone è davvero all’altezza dei grandi teatri d’opera, “è da Serie A”.



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