PORTI E LOGISTICA

Botta (Spediporto): "Così perdiamo competitività"

Tassa sui container, politica e spedizionieri liguri insorgono: "Sarebbe devastante"

mercoledì 04 dicembre 2019



GENOVA - "Sarebbe il colpo di grazia, è un emendamento pericolosissimo e sarebbe devastante (per i nostri porti ndr)". Il direttore generale di Spediporto Giampaolo Botta non usa mezze misure. La critica all'emendamento presentato dalla maggioranza è durissima.

La misura presentata dai dem provvedimento Romano, Serracchiani e Gariglio prevede una tassa di 15 euro su ogni contenitore, pieno o vuoto, che passa nei porti italiani. Oggi i porti italiani garantiscono all'erario ogni anno entrate per 13 miliardi di euro tra Iva e accise. Il sistema portuale della Liguria è il primo in Italia per numeri, solo tra Genova e Savona Vado 1.485.623 transitano 2,3 milioni di container. A questi vanno aggiunti 1,48 milioni di container del porto della Spezia: Tradotto la tassa porterebbe alle casse dello stato solo per i due porti liguri 56,7 milioni di euro.

"È inaccettabile che i porti e le imprese, già tassate più di tutto il continente, subiscano anche questo ulteriore aggravio! Se questa tassa diventasse realtà sarebbe una beffa per le imprese italiane e l'ennesimo colpo inflitto all'economia della nostra Liguria, che ha i sistemi logistici più importanti del nostro Paese" spiega il governatore della Liguria Giovanni Toti. La misura potrebbe essere ritirata ma la preoccupazione degli operatori del settore è alta. Il problema maggiore riguarda la competitività dei porti italiani e una scelta di questo genere rischia di portare gli operatori verso altre destinazioni.

"In un mondo come quello dello shipping questa iniziativa sarebbe devastante per l'economia di tutti gli scali portuali italiani- spiega ancora Botta -. I clienti internazionali del porto di Genova hanno idea di quanto costa un contenitore, la politica europea è quella di ridurre i costi per rendere competitivi gli scali. Inoltre in un momento come questo per la Liguria dove gli operatori devono sostenere costi extra a causa delle difficoltà infrastrutturali questa scelta sarebbe il colpo di grazia, auspichiamo venga ritirato e ci impegneremo per questo" attacca ancora Botta.

Le limitazioni sulla A26, il crollo del viadotto sulla A6 tra Savona e Altare e che costringe a un doppio senso di marcia l'unica carreggiata utilizzabile. A tutto questo si aggiunge la tragedia di ponte Morandi del 2018 e le problematiche connesse a una viabilità stravolta a Genova come nel resto della Liguria. Una questione anche di immagine. Una nuova tassa porterebbe certamente nelle casse dello Stato una cifra considerevole ma a scapito di una perdita di competitività con gli scali del Nord Europa? Secondo gli operatori del settore sì.

E così il direttore generale di Spediporto traccia la strada: "Noi possiamo cercare l'efficienza con uno sforzo tra privati e settore pubblico. Ricordiamo sempre che quello che viene movimentato in porto serve ad alimentare sì il commercio ma serve anche ad alimentare la produzione industriale" conclude Botta. Efficienza, riduzione dei tempi e nuove opere infrastrutturali sono i mantra del settore portuale genovese e ligure.

Commenti


I NOSTRI BLOG

Grif House
Samp Place