IL COMMENTO

Verso il voto

Regionali, Burlando manovra e Grillo cambia: l'accordo Pd-M5s in Liguria passa da loro?

di Giuseppe Sciortino

martedì 15 ottobre 2019
Regionali, Burlando manovra e Grillo cambia: l'accordo Pd-M5s in Liguria passa da loro?

“Pronto sono Claudio, secondo me bisogna puntare su Valentina”. Le telefonate dell’ex governatore, ex ministro ed ex plenipotenziario Pd in Liguria si sprecano. Claudio Burlando si è candidato da tempo al ruolo di traghettatore dell’alleanza Pd-M5s verso le prossime elezioni regionali. Dai primi momenti dell’intesa di governo giallorosso, Burlando si sta spendendo molto per spingere il suo partito in Liguria tra le braccia dei pentastellati. Ovviamente, da una posizione in cui cerca (e cercherà) di dettare le regole del gioco.

La new entry tra le preferenze dell’ex lider maximo della sinistra genovese si chiama Valentina Ghio, giovane e battagliera sindaca di Sestri Levante. Già nelle grazie di Marco Doria che la volle in Città metropolitana alle Pari opportunità, la sindaca classe 1971 si è laureata in Lettere con una tesi in storia contemporanea relativa ai processi a carico dei collaborazionisti con il regime fascista nel levante ligure. Un argomento che nel centrosinistra è sempre di moda, da spendere con adeguato supporto in campagna elettorale.

Burlando si muove nel Pd come se Vito Vattuone fosse trasparente. Il senatore di Casarza Ligure, attuale coordinatore regionale dem, ha dato il via alla tempesta di telefonate agli opinion leader del centrosinistra in Liguria in tempi non sospetti, quando di Pd e M5s non se ne parlava ancora (nella vulgata comune). Il suo ‘sondaggio’ puntava su tre nomi candidabili: il magistrato Anna Canepa, il rettore Paolo Comanducci o la sindacalista Annamaria Furlan. Nel frattempo, Canepa ha scelto il Csm e il rettore ha declinato l’offerta di correre per la presidenza col Pd (e M5s). Sul piatto c’è ancora Furlan, ma Burlando ha altre idee.

Resta da capire chi dialoga con chi, nel Pd come nel M5s. Anche in area pentastellata la gerarchia in Liguria è ben lontana dall’essere delineata. Dal meeting di Napoli è formalmente partita la ricerca dei "facilitatori" del "team del futuro" che affiancheranno il capo politico nella gestione locale del Movimento. La selezione è aperta dal 12 ottobre su Rousseau dove i candidati presentano i loro progetti unitamente ai loro curricula, anche politici, per far valere "Meriti" e "Supercompetenze" loro e della loro squadra. La votazione finale è assicurata entro dicembre, a soli 5 mesi dal voto per le Regionali.

Il Movimento 5 Stelle in Liguria si prepara a una rivoluzione interna, col placet di Beppe Grillo. Un problema di tempo che stringe per i pentastellati, un’opportunità per il Pd che cercherà di presentarsi col nome pronto per l’occasione. Il M5s riuscirà a far digerire alla base dura-e-pura il ‘burattinaio’ Burlando a tirare le fila? Beppe Grillo è pronto per una campagna elettorale con l'ombra di Claudio sulla schiena? D'altronde, entrambi hanno una desinenza comune legata al mondo del porto, per anni le rispettive famiglie d'origine hanno mangiato dallo stesso piatto.

Un indizio sulle intenzioni dem arriva da un altro pezzo da 90 come Andrea Orlando. “Un'alleanza del Pd col M5s per le regionali in Liguria non so se è possibile, ma è auspicabile. Qui siamo aiutati anche da battaglie comuni di opposizione contro una giunta regionale che ha fallito”, ha detto. Gli avvoltoi hanno iniziato a volteggiare sui voti del Movimento 5 Stelle.

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