IL COMMENTO


Poste ripaga i truffati di Vobbia, ma chi risarcisce 6 mesi di silenzio?

di Gilberto Volpara

lunedì 12 agosto 2019
 Poste ripaga i truffati di Vobbia, ma chi risarcisce 6 mesi di silenzio?

Era lo scorso 12 febbraio quando Primocanale.it scoperchiò il caso della dipendente dell’ufficio postale di Vobbia rea d’aver truffato numerosi correntisti e risparmiatori, spesso anziani. La donna è stata accusata d’aver sottratto denaro per centinaia di migliaia di euro a persone valligiane di cui ne aveva conquistato la piena fiducia.

Da lì in poi, come testimonia l’archivio del sito, Primocanale, non ha mai spento la luce su una vicenda forse marginale dal punto di vista mediatico ed economico, ma straordinariamente rilevante dal profilo umano che ha colpito nuovamente un entroterra ligure senza Santi in paradiso.  Anche questa volta, Primocanale, come per i grandi eventi, l’ha fatto con lo spirito del servizio pubblico, attraverso aggiornamenti costanti, davanti agli assordanti silenzi dei truffati che chiedevano conto soltanto delle fatiche di una vita intera.

Esattamente, sei mesi più tardi, il 12 agosto, giunge il tempo di tirare la classica riga: l’ora dei bilanci. A che punto siamo arrivati, cosa insegna la storia di Vobbia? Intanto, proprie in queste ore, finisce agli atti il documento più importante: un comunicato stampa di Poste Italiane che, dopo settimane di verifiche interne, annuncia la restituzione di tutti gli importi a chi non ha più trovato le adeguate somme sui conti personali. Mezzo milione di euro, mal contati, con la disponibilità a procedere oltre in caso di nuovi episodi accertati. Normale comportamento di una grande azienda, ma comunque complimenti.

Poi, l’attesa per il destino giudiziario della signora, ancora tutto da scrivere, con un procedimento non altrettanto celere e pene non necessariamente legate al carcere.  Al tempo stesso, va evidenziata la determinazione di un sindaco, Simone Franceschi, più forte del menefreghismo di quasi tutta la politica regionale e della gran parte della rappresentanza genovese in parlamento. Il primo cittadino di Vallescrivia, differentemente da tanti colleghi, che avrebbero liquidato il maxi casino paesano come non di propria competenza, ha tallonato Poste fino al risultato di oggi.

Quindi tutto bene? Proprio no, care Poste. Se un semestre risulta tempo efficiente - e va riconosciuto - perché i risparmiatori ritrovino quanto asportato illecitamente, (anche se tecnicamente serviranno ancora 4 o 5 settimane per rivederli in concreto), non così per una mancata comunicazione, più forte delle evanescenti frasi di rito, proseguita per l’intera primavera. Un mutismo ingiustificabile davanti alle ansie di anziani, peraltro, successivo ad anni di chiusure e ridimensionanti a raffica degli uffici attivi a spasso per l’appennino.

La riconquista della fiducia con un territorio d’interno, che non dimentica facilmente il passato, si basa anche sul dialogo vero e non soltanto sulle roboanti promesse sottoscritte davanti a una platea di sindaci dei piccoli comuni ai quali Poste Italiane ha pagato la trasferta per applaudire uno show all’americana come successo qualche mese fa a Roma. Giusto per non pensare, poi, che sono bastati sei mesi solo perché quella luce mediatica non si è mai spenta.

Commenti


I NOSTRI BLOG

Grif House
Samp Place