CRONACA

La libera professione e i pochi servizi non aiutano le donne nella carriera

Pi¨ lavori pi¨ guadagni, per le avvocate il reddito Ŕ la metÓ degli uomini

di Giorgia Fabiocchi

martedý 18 febbraio 2020
Pi¨ lavori pi¨ guadagni, per le avvocate il reddito Ŕ la metÓ degli uomini

GENOVA - Una storia che si ripete quella che racconta del divario economico, reddituale, tra donne e uomini. Anche nel campo forense i numeri parlano chiaro: le avvocate incassano meno della metà dei colleghi maschi. In Liguria sono poco più di 6.ooo gli avvocati, il reddito medio delle donne è di 27.178 euro, contro il 65.265 degli uomini, una tendenza che risulta in linea con quella nazionale. I dati emergono da “I numeri dell’avvocatura”, documento redatto annualmente dalla Cassa Forense e letto ed analizzato dall’Associazione Studi Legali Associati. Ma come si può spiegare questo trend?

“Il dato particolare riferito al mondo femminile lo spiego soltanto con le minore ore dedicate alla professione, da parte delle donne, rispetto agli uomini”, spiega a Primocanale l’avvocato Barbara Storace. “Nella libera professione non ci sono differenze stipendiali, non nel nostro settore, c’è però una differenza di mercato e il fatto che la donna deve conciliare lavoro e famiglia; abbiamo esempio di colleghe donne che fanno il mestiere del procuratore, lavorano mezza giornata, mentre gli uomini lo fanno fino a sera”, prosegue Storace.

A spiegare meglio questa tendenza, legata al tempo impiegato quotidianamente per la professione, la lettura che invece possiamo dare al contrario dell’incremento del numero delle donne nella magistratura. Vincono spesso il concorso e questo offre poi loro più coperture rispetto alla libera professione. La disparità di trattamento economico quindi, è causata soprattutto dal tempo impiegato per l’attività che si svolge, soprattutto quando quest’ultima è coordinata dal lavoro autonomo. E quindi, come sempre di fronte all’ipotesi di un’inversione di tendenza, ci si chiede quali potrebbero essere le soluzioni da adottare per limare la forbice reddituale.

“Le azioni da intraprendere sono più o meno le stesse che valgono per tutto il mondo del lavoro femminile, quindi più servizi, più asili, sostegno alle giovani mamme; c’è da dire che la libera professione è un lavoro duro che impegna gli avvocati giorno e notte, senza orari precisi”, aggiunge l’avvocato Barbara Storace. Se da una parte sono certamente necessari di più servizi per le neo mamme, dall’altra sarebbe fondamentale incrementare la cassa degli avvocati con più indennità economiche che ad oggi scarseggiano.

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