CRONACA

Mercoledý le ditte presentano il nuovo cronoprogramma dei lavori

Milleproroghe, stato di emergenza a Genova verso il rinnovo con 10 milioni di stanziamento

lunedý 09 dicembre 2019
Milleproroghe, stato di emergenza a Genova verso il rinnovo con 10 milioni di stanziamento

GENOVA - Verso la proroga, con relativa deroga, dello stato di emergenza relativo al crollo di ponte Morandi di Genova avvenuto il 14 agosto 2018 e che ha causato la morte di 43 persone. La norma ad hoc sarebbe contenuta nel cosiddetto Milleproroghe che a sua volta potrebbe confluire nella legge di Bilancio. Con la norma allo studio del Governo si punta a estendere fino ad un triennio, in deroga all'ordinario limite biennale, la possibilità di prorogare lo stato di emergenza relativo al crollo del ponte Morandi. La stessa norma stabilisce che la proroga non deve comportare nuovi oneri per lo Stato.

Sul tavolo del Governo c'è anche la proroga di un anno (per il 2020) del termine per poter procedere alle assunzioni con contratti a tempo determinato, fino a 300 unità, da parte di regione Liguria, Città metropolitana di Genova, Comune di Genova, società controllate dalle stesse amministrazioni nonché dalle Camera di commercio. Per la misura si prevede uno stanziamento di 10 milioni di euro per il prossimo anno. E ancora, si lavora anche a prorogare, sempre per il prossimo anno, il termine per poter procedere alle assunzioni con contratti a tempo determinato, fino a 20 unità, da parte dell'Autorità di sistema portuale del Mar Ligure.

NUOVO CRONOPROGRAMMA - E' atteso per mercoledì 11 dicembre il nuovo cronoprogramma per la ricostruzione del viadotto sul Polcevera. Le piogge abbondanti e il maltempo che per settimane ha colpito Genova ha rallentato le operazioni all'interno del maxi cantiere. Mercoledì infatti le ditte incaricate alle operazioni di ricostruzione presenteranno il nuovo piano di lavori.

Una situazione che però non modifica gli obiettivi del sindaco e commissario Marco Bucci: "Noi vogliamo arrivare ad avere il ponte pronto a primavera, a fine aprile, e ci stiamo lavorando. Certamente tutta la pioggia che abbiamo avuto non ha aiutato - spiega ancora Bucci - ci sono ritardi dovuti a questo ma li stiamo gestendo. Mercoledì avremo il nuovo piano definitivo e sulla base di quello che ci diranno le aziende vedremo di capire se porta ritardi. In quel caso aiuteremo le aziende a superarli".

L'obiettivo che hanno fissato le ditte incaricate e il commissario Bucci è quello di accelerare in questa fase finale dell'anno. L'obiettivo di vedere tutti gli impalcati in piedi entro il 31 dicembre è sfumato da tempo ma nel cantiere i lavori non si fermano. Continuano infatti i trasporti eccezionali che da Fincantieri portano i materiali nell'area della ricostruzione. Nell'agenda dei lavori si punta a vedere montate 8 sulle 19 totali, le campate del nuovo ponte entro il 31 dicembre. Di queste 3 sono già state varate dal 1 ottobre. Al momento sono rispettati i lavori di elevazione delle pile. Quelle già pronte per sostenere nuove parti di ponte sono la 3 e 4 insieme alla 7 e 8 al cantiere di ponente, la 14 e 15 su quello di levante. A terra si lavora all'assemblaggio di due campate da 50 metri e di una da 100 ma affinché l'avanzamento dei lavori non rallenti rispetto all'obiettivo dell'inaugurazione a aprile 2020 bisognerà lavorare contemporaneamente su un maggior numero di componenti che non sono ancora arrivate da Fincantieri.

I LAVORI - L'ingegner Paolo Costa, vicepresidente dell'ordine degli ingegneri di Genova spiega le difficoltà delle operazioni che si stanno svolgendo in questi giorni nel maxi cantiere: "Si lavora sulle saldature, sono saldatura di grandi difficoltà che di solito si tende a farle in officina ma in questo caso non è possibile. Il vento, la polvere e il freddo condizionano queste operazioni perchè vanno eseguite in estrema sicurezza e con estrema precisione e attenzione".

Tra gli impalcati più complessi da portare in quota ci sono quelli da 100 metri. "Il loro ingombro è molto elevato - spiega ancora Costa -, sollevare strutture di cento metri è un'operazione difficile perchè proprio durante la fase del loro sollevamento la struttura si deformerà, come è normale che sia. Poi in quota dovranno essere appoggiate e saldate alle altre parti del viadotto. E' un'operazione estremamente complessa. Gli spazi di cantieri impongono un lavoro diverso rispetto a quanto fatto in precedenza" conclude Costa.

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