CRONACA

L'inchiesta di Primocanale sulle conseguenze della pandemia per il mondo del commercio

Il lavoro al tempo del Covid, "Per riaprire l'attività ho dovuto usare i miei risparmi"

di a.p.

lunedì 01 marzo 2021
Il lavoro al tempo del Covid,

GENOVA - La Liguria torna in zona gialla. Bar e ristoranti ricominciano ad accogliere nelle loro sale i clienti, almeno per l'ora di pranzo. Anche il tradizionale caffè viene nuovamente degustato nella tazza in ceramica, nel cassetto i bicchierini di carta. La speranza che tutti si fanno è di continuare lungo la strada intrapresa per contenere il virus.

La Sardegna è la prima regione in Italia a finire in zona bianca che in parole povere vuol dire tornare ristoranti e locali aperti anche alla sera. L'inchiesta di Primocanale su come ha influito il covid sul mondo del lavoro prosegue. "La pandemia ha distrutto tutto ma bisogna combattere non bisogna farsi affliggere dalla negatività" racconta Antonietta titolare di una gastronomia-rosticceria a Genova. A causa della pandemia ha dovuto rivedere i piani e in qualche modo tornare al passato. "Quando ho iniziato avevo una gastronomia poi ho aperto un ristorante quindi a causa della pandemia siamo tornati alla gastronomia, ma ripeto bisogna lottare e andare avanti" spiega Antonietta.

Ma non è facile, gli aiuti dallo Stato sono arrivati a 'spizzichi e bocconi'. L'alternarsi di colori, le chiusure e riapertura annunciate spesso con uno scarso anticipo e le incertezze sul futuro hanno segnato molti commercianti a Genova come in tutta Italia. "Le chiusure durante le feste sono state un danno. Per poter ripartire ho dovuto far fronte ai risparmi. Da questa situazione non riesco a vedere una via di uscita" racconta Anna che gestisce una pasticceria.

I numeri sono impietosi e raccontano di una crisi pesante per il commercio. Nel solo 2020 hanno chiuso 2240 attività commerciali. Di queste 1211 nella città metropolitana di Genova, 380 nella provincia di Savona, 337 nella provincia della Spezia e 312 in quella di Imperia. Dopo un ano così difficile a Genova è stato firmato il nuovo protocollo per le botteghe storiche. Tra le novità l’estensione del riconoscimento a chi ha almeno 50 anni di attività e che siano in possesso dei requisiti richiesti a cui si aggiunge la gratuità delle procedure burocratiche per la trasmissione e mantenimento delle botteghe.

Ma c'è anche chi non ha chiesto aiuti in questo periodo complesso e complicato. "Abbiamo faticato perché abbiamo perso più volte le occasioni lasciate dai periodi festivi, così è difficile gestire le attività e mantenere i dipendenti - racconta Luca, titolare di un'altra gastronomia -. Abbiamo perso il 25% del fatturato". Ora la speranza è nel vaccino capace di proteggere e di conseguenza limitare la diffusione del virus. 



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