CRONACA

Sanzioni fino a 15 milioni di euro

Gallerie non a norma, Autostrade rischia maxi multa dall'Unione Europea

lunedì 13 gennaio 2020
Gallerie non a norma, Autostrade rischia maxi multa dall'Unione Europea

GENOVA -  Sanzioni fino a 15 milioni di euro: è questo quello che sta rischiando Autostrade per l’Italia per non aver messo a norma prima le 105 gallerie in concessione, secondo l'articolo 16 del decreto legislativo 264 del 2006. Per ogni galleria non adeguata secondo quanto previsto dalla direttiva europea, è previsto "il pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da cinquantamila euro a centocinquantamila euro a carico del Gestore”. E quindi per Società Autostrade la maxi multa potrebbe essere tra i 5 e i 15 milioni di euro.

Nulla di nuovo dato che di tempo per adeguare gli impianti ce n’era, in quanto la scadenza fissata dal decreto del 2006 era per il 30 aprile 2019, ovvero tredici anni dopo. Il Mit aveva provato a chiedere una proroga, ma l’Unione Europea non ha sentito ragioni e anzi ha aperto una procedura di infrazione contro l'Italia lo scorso ottobre. Ma per il momento resta soltanto uno scenario minaccioso quello delle sanzioni che dovrebbero essere “irrogate dal Direttore del Provveditorato regionale ed interregionale per le opere pubbliche competente per territorio". Non è ben definito, però, l'iter per cui i concessionari dovrebbero pagare la multa: sul territorio italiano sono in totale 200 le gallerie non conformi, 105 affidate a Società Autostrade e le altre in gestione ad altri concessionari.  

Così è partita la “corsa” ai lavori, specialmente in Liguria dove sono 48 i tunnel su cui è necessario intervenire. Di queste, 43 sono soltanto nella provincia di Genova: per sei strutture sono in corso le gare di aggiudicazione dei lavori della fase 2, mentre nelle restanti 42 gallerie i lavori sono già in corso. Cantieri aperti pressoché in contemporanea e che creano ogni giorno tanti disagi a chi viaggia nella nostra regione: disagi che si sarebbero potuti evitare con interventi in ritardo di 13 anni. Primocanale denuncia questa situazione da tempo, così come dal 2015 ci sono le interrogazioni del senatore Maurizio Rossi mai ascoltate (LEGGI IL COMMENTO).

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