politica

Verso le elezioni del 2020
2 minuti e 34 secondi di lettura
Anna Maria Furlan candidata del Pd alle elezioni regionali del prossimo anno in Liguria. Prima era una suggestione, poi una voce dal sen sfuggita, ora una ipotesi di lavoro molto, molto concreta. Della cosa il leader dei democratici, Nicola Zingaretti, ha certamente già parlato con la diretta interessata. Senza trovare la porta sbarrata, come invece gli è capitato al momento di stilare le liste per le scorse europee. In quella circostanza la Furlan non si è resa disponibile, ma per le regionali invece la disponibilità potrebbe rivelarsi concreta.

Genovese, attuale leader nazionale della Cisl, sindacalista di lungo corso, con un carattere deciso e all'occorrenza anche ruvido, Furlan agli occhi del Pd ha due qualità soprattutto: è donna, e in caso di vittoria sarebbe la prima a conquistare lo scranno di presidente della Regione Liguria, ed ha competenze molto vaste, dall'economia al sociale, maturate in tanti anni di impegno sindacale. La leader Cisl, inoltre, ha un'altra ottima caratteristica considerato l'attuale momento "piddino": metterebbe tutti d'accordo ancor prima che possa scatenarsi l'ennesima guerra intestina. Non è particolare di poco conto.

Elettoralmente, poi, considerando gli ottimi rapporti con il suo segretario nazionale Maurizio Landini, anche la Cgil potrebbe in buona parte fornire il proprio sostegno a Furlan, che peraltro sembra poter mettere insieme un consenso che andrebbe al di là delle colonne d'Ercole dell'abituale elettorato del Pd. Nessuno si nasconde infatti, che il ponente ligure potrebbe rivelarsi un ampio serbatoio di voti per Furlan, da sempre in buone relazioni i con l'ex ministro Claudio Scajola. Il quale farà festa se potesse fare uno sgarbo a Giovanni Toti. E lo stesso potrebbe avvenire nel Tigullio, dove non è sfuggita l'assenza dei Bagnasco alla convention romana del governatore ligure.

E a Savona, la sindaca Caprioglio rimarrà insensibile al fascino della Furlan, anche considerando che con il presidente regionale non è proprio il miglior momento dei suoi rapporti? E a Spezia, il centrosinistra potrebbe trovare nella leader sindacale il nome su cui superare, almeno per la Regione, le divisioni che hanno regalato la vittoria al centrodestra alle ultime comunali. Insomma, comunque la si giri, la eventuale, possibile candidatura di Furlan per il Pd rischia di diventare un problema molto grosso per il governatore Toti.

Ma anche per la leader della Cisl non sono tutte rose e fiori. Come reagirà, infatti, la sua organizzazione sindacale ad una simile fuoriuscita? Chi aspira a prenderne il posto, a Roma, probabilmente stapperà lo spumante, ma altri, sia nella capitale sia in Liguria, non si negheranno il grande imbarazzo che una simile candidatura produrrebbe. Ogni iniziativa della Cisl, infatti, potrebbe finire strumentalizzata ed essere vista o a sostegno della candidata Furlan oppure essere letta contro di lei proprio perché ha quella provenienza. Sarebbe quasi impossibile, per la Cisl, mantenere la credibilità che ha avuto in questi anni anche per merito della Furlan. In ballo, quindi, da una parte c'è la sorte elettorale del Pd ligure, ma dall'altra anche quella di un grande sindacato che ha contribuito a scrivere la storia di questo Paese.