IL COMMENTO

L'ipotesi prevede il trasferimento in parte del terminal Messina

Depositi costieri nel terminal Messina? Ipotesi concreta

di Matteo Cantile

giovedý 03 ottobre 2019
Depositi costieri nel terminal Messina? Ipotesi concreta

I depositi costieri di Multedo trasferiti sulla foce del Polcevera? L’ipotesi non è nuova ed è soggetta, assieme ad altre, di un’analisi costi, benefici, impatto ambientale che l’autorità di Sistema Portuale ha affidato a una società di consulenza esterna. Ma nelle ultime ore la possibilità che Carmagnani e Superba possano essere ricollocate torna di attualità.

L’ultima idea, che sarebbe stata partorita dal sindaco di Genova Marco Bucci, è quella di utilizzare una parte del terminal IMT (di proprietà del Gruppo Messina) proprio per ricollocare i depositi: si tratta di un’area di 40, 50mila mq su una superficie totale di circa 280mila. Il terminal si trova  di fronte alla Fiumara, sulla sponda sinistra del Polcevera. Sul lato destro dello stesso torrente si trova lo stabilimento dell’Ilva (ora Arcelor Mittal), una delle aree già prese pubblicamente in considerazione come possibile destinazione per Carmagnani e Superba. I depositi potrebbero quindi occupare entrambe le sponde?

In realtà il coinvolgimento dei Messina sarebbe nato con tutt’altro scopo, legato non ai depositi costieri ma a quelli di Lng, il gas naturale liquefatto considerato il carburante del futuro per alimentare la propulsione delle navi. Con l’avvento del Sulphur Cap (nuove stringenti norme sulle emissioni atmosferiche delle navi) gli armatori dovranno necessariamente guardare all’Lng e i porti di tutto il mondo stanno lavorando per creare le relative infrastrutture: nel mediterraneo occidentale ci sono solo tre porti in cui potersi rifornire, l’Olt di Rosignano (vicino a Livorno), il deposito di Marsiglia e quello di Barcellona. Sono poi stati avviati i lavori per un quarto deposito, quello di San Giusta di Oristano, in Sardegna.

Anche Genova vorrebbe il suo, anche per accontentare le richieste di Msc e Costa che già dispongono di navi a Lng: progetti in questa direzione sono stati avviati da Superba (che al momento però non sembra in prima linea) e da altri gruppi imprenditoriali (Cosulich, Risso e altri). Ma per il sindaco Bucci, che si è solennemente impegnato con i cittadini di Multedo a trasferire i depositi, il tema più stringente è proprio quello di dare una nuova casa a Carmagnani e Superba e avrebbe quindi proposto la porzione dei Messina non per l’Lng ma proprio per i depositi costieri. E’ una buona idea?

Delle diverse aree immaginate come nuova sede dei depositi il terminal Messina è, sulla carta, una delle più interessanti: molto più dell’ipotesi di un deposito sulla diga di Pra’ (che necessiterebbe poi di una lunga tubazione per trasferire le sostanze chimiche ai camion e ai treni), molto più del carbonile sotto la Lanterna, area contesa anche dal Gruppo Spinelli che in quel punto ha piani di sviluppo molto seri.

Il terminal Messina, invece, potrebbe rappresentare una buona soluzione: il Gruppo è in fase di ampia ristrutturazione, ieri ha ricevuto l’ok dall’Antitrust per la cessione di quote al Gruppo Msc, è in attesa dell’apertura del nuovo terminal a Calata Bettolo, quindi potrebbe tranquillamente rinunciare a parte dell’attuale concessione di Sampierdarena. La distanza dalla Fiumara e dalle case è di circa 800 metri, la ferrovia si innesta bene con il nodo di Genova.

Restano, naturalmente, diverse criticità: intanto le aziende interessate (Messina e soprattutto Superba e Carmagnani) devono esprimere il loro benestare. Superba ha da tempo presentato un’istanza aperta all’Autorità di Sistema Portuale per l’area del carbonile ma ha sempre dichiarato che avrebbe preso in considerazione ogni altra ipotesi con caratteristiche simili.

Per migliorare la viabilità nell’area e permettere quindi l’afflusso e il deflusso dei mezzi pesanti diretti al nuovo deposito ci sono i 20 milioni di Euro messi a budget da Palazzo San Giorgio: tutto il resto degli investimenti per trasferire lo stabilimento sarebbe invece a carico dei privati.

C’è poi il tema del cono aereo, cioè il sentiero di discesa degli aeroplani alla pista del Colombo, distante poche centinaia di metri: Enac darà il suo benestare? E’ un problema, comunque, sostanzialmente identico a quello che si sarebbe dovuto affrontare per l’area della Lanterna che si trova solo poche centinaia di metri più a est.

E poi ci sono i cittadini, da sempre contrari a ospitare i depositi: ma sono contrari anche quelli di Multedo, che vorrebbero non vederli più. Una partita difficile e molto delicata.

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