CRONACA

Solo al porto di Genova la contrazione sarÓ del 20% sia in import sia in export

Coronavirus, l'autotrasporto chiede un piano di emergenza per il crollo dei traffici

lunedý 17 febbraio 2020
Coronavirus, l'autotrasporto chiede un piano di emergenza per il crollo dei traffici

GENOVA -  L’effetto domino del Coronavirus si sta già facendo sentire sui traffici: solo al porto di Genova, già fortemente rallentato per le note carenze infrastrutturali, la contrazione prevista sarà nell'ordine del 20% sia in import sia in export. È questo l’allarme lanciato dal settore dell’autotrasporto che tramite un comunicato stampa fa sapere che “Trasportounito sta mettendo a punto un piano di emergenza che verrà presentato al Ministero dei Trasporti per la predisposizione anticipata di misure straordinarie a salvaguardia dell’economia e del lavoro, prevedendo l’utilizzo di ammortizzatori sociali, di strumenti di flessibilità che consentano processi di riconversione aziendali, possibili misure di detassazione e defiscalizzazione nonché procedure di sospensione coordinate e pianificate dei finanziamenti in corso”.

I dati richiedono un piano di emergenza dato che “si calcola che in Cina il Coronavirus e la coincidenza dell’epidemia con il Capodanno cinese abbia messo fuorigioco fra il 40 e il 50% degli autisti di TIR con l’effetto indotto di rendere ogni giorno più problematico il funzionamento della catena logistica e il movimento in-out dei container nei grandi porti della Cina. L’effetto domino del Coronavirus sta colpendo pesantemente anche le rotte marittime dei traffici container con diminuzioni superiori al 30% nel carico trasportato da ogni singola nave sulle rotte fra la Cina e l’Europa”, prosegue la nota stampa.

Inevitabili le ripercussioni sui terminal italiani e quelli liguri, così come quelle sull’autotrasporto dovranno affrontare un certo rincaro nei prezzi del carburante (dopo il temporaneo calo causato più da logiche geopolitiche che da un effettivo rapporto fra domanda e offerta), ma anche le conseguenze destinate ad accentuarsi ogni giorno di più di una contrazione dei traffici e quindi della domanda di trasporto. Lo stesso danno lo avranno tutti tutti i soggetti che operano direttamente nelle relazioni di scambio e di traffico con la Cina.

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