Cultura e spettacolo

Dal 13 al 23 giugno con 60 eventi, 100 protagonisti e 35 paesi rappresentati
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Sarà il consueto affollatissimo bazar dove culture diverse si fondono insieme in un appuntamento lungo dieci giorni sotto il segno del dialogo tra realtà e società differenti tra loro che proprio dal reciproco confronto trovano motivi per esaltarsi a vicenda. A Genova torna il 'Suq', dal 14 al 23 giugno nella Piazza delle feste del Porto antico, mercato multietnico ideato da Carla Peirolero e Valentina Arcuri giunto alla 26esima edizione. In programma oltre 60 eventi con 100 protagonisti e 35 paesi rappresentati attraverso le arti performative, la letteratura, l'artigianato e una rassegna teatrale con nove titoli tra cui due prime nazionali.

“È una manifestazione che mantiene la sua vivacità e anche il suo carattere innovativo – afferma Carla Peirolero -. Tra l'altro credo che visti i tempi non facili con i venti di guerra che ci soffiano attorno e la violenza nel mondo, la nostra forza sia proprio quella di affermare sempre e con determinazione i valori del rispetto, del dialogo e dell'ambiente. Da questo punto di vista siamo particolarmente orgogliosi di ospitare una rappresentante dell'Associazione anziane per il clima che ha vinto la causa contro la Svizzera davanti alla Corte europea dei diritti dell'uomo, condannata per non aver messo in campo azioni adeguate nella lotta al cambiamento climatico”.

Quest'anno tra i focus del Suq la pace con la prima nazionale di 'Salam/Shalom', dialogo tra due genitori, uno israeliano e uno palestinese colpiti dalla perdita dei rispettivi figli; i diritti e il confronto fra diversità (con 'Princesa', spettacolo interpretato da Vladimir Luxuria che prendendo spunto da una nota canzone di Fabrizio De André racconta la storia di emarginazione di un ragazzino che si sente sbagliato e sin da piccolo vuole diventare donna e il ricordo del Ruanda a trent'anni dal genocidio. Novità assoluta è l'utilizzo della 'Casa dei riders' nel centro storico per 'Kebab', performance interattiva dove centrale è appunto la figura di chi fa da tramite fra case e ristoranti, persone e ordinazioni. Alla fine il pubblico potrà anche gustare questo stuzzicante piatto mediorientale.

Non mancheranno poi musica, workshops, incontri, danze, showcooking e soprattutto cibo, tanto cibo: “La calamita è questa – confessa Peirolero -, le cucine sono la nostra forza: senegalese, persiana, araba, siriana, tunisina, vegana, indiana e altre ancora, non le ricordo tutte. Rappresentano non solo un'offerta ma anche un servizio, una promozione culturale. Perché la cultura del cibo è fondamentale soprattutto in una città come Genova, mediterranea e come tale con una naturale vocazione all'incontro e al confronto”.