Cronaca

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato da Claudio Galli, titolare dello stabilimento balneare Bagni Liggia di Genova, contro la convalida del sequestro per occupazione abusiva di spazio demaniale marittimo, in violazione della direttiva Bolkestein, decisa dal Tribunale del riesame di Genova il 27 dicembre 2021. La sentenza è stata depositata oggi. Nelle stesse ore Galli è stato rinviato a giudizio dal pm di Genova Walter Cotugno, con decreto di citazione diretta, e il processo inizierà il 14 giugno 2023, per il reato di occupazione abusiva di demanio pubblico perche' avrebbe gestito lo stabilimento "senza concessione".

Respingendo il ricorso di Galli, Suprema Corte ha stabilito - confermando il sequestro di arenile e strutture dello stabilimento di Sturla - che la decisione con la quale il Consiglio di Stato nel novembre 2021 ha prorogato le concessioni fino alla fine del 2023, si applica solo alle concessioni "nuove", successive al Dl 194 del 2009 che ha introdotto proroghe tacite.

Galli ha una concessione dal 1998 scaduta a fine 2009 e che non rientra nelle "nuove" perché ha un "rinnovo" avuto nel 2008 dal Comune di Genova. Senza successo la difesa dell'imprenditore è ricorsa in Cassazione contro la convalida del sequestro per occupazione abusiva di spazio demaniale marittimo, in violazione della direttiva Bolkestein, decisa dal Tribunale del riesame di Genova il 27 dicembre 2021 - dopo alterne vicende iniziate nel 2018 - sostenendo che il Consiglio di Stato, con la decisione di novembre 2021, "avrebbe disposto che le concessioni demaniali per finalità turistico-ricreative già in essere, continuano ad essere efficaci sino al 31 dicembre 2023".

Secondo il legale di Galli, inoltre, la sentenza del Consiglio di Stato concernente il tema della proroga automatica delle concessioni demaniali, costituisce "un fatto sopravvenuto" e "idoneo a far venire meno le condizioni di applicabilità del sequestro disposto sullo stabilimento Bagni Liggia".

In sostanza, ad avviso dell'avvocato Michele Ciravegna, per effetto della pronuncia del Consiglio di Stato "le concessioni demaniali per finalità turistico-ricreative già in essere, ivi compresa quella del Galli, continuano ad essere efficaci sino al 31 dicembre 2023". Ma la Cassazione - con la sentenza 15676 della Terza sezione penale, udienza del13 aprile, presidente Aldo Aceto, relatore Alessio Scarcella - è stata di diverso parere. Per gli 'ermellini', infatti, la pronuncia del Consiglio di Stato "non incide in alcun modo sulla posizione del Galli in quanto, essa, rinviando al 31 dicembre 2023 la disapplicazione della normativa nazionale di proroga delle concessioni demaniali marittime con finalità ludico-ricreative, ha prodotto effetti solo ed esclusivamente rispetto alle concessioni che hanno beneficiato di tali proroghe, determinandone la sopravvivenza sino alla data individuata, e tale non è la concessione facente capo al Galli che, rilasciata nel 1998, risulta definitivamente scaduta in data 31 dicembre 2009, a seguito di un rinnovo disposto dal Comune di Genova, senza mai essere stato oggetto di proroghe tacite".

Il Comune di Genova, con una decisione innovativa che può fare scuola, in attesa della pubblica gara, vuole dare intanto la gestione del Bagni Liggia ad una associazione senza fini di lucro, e la Procura della città della Lanterna prosegue la sua lotta ai lidi abusivi con l'apertura di un nuovo fascicolo sugli altri gestori della provincia sulla base di un esposto presentato dallo stesso Galli. "Se io sono colpevole, cioè non in regola con la legge, allora lo sono anche tutti gli altri", ha denunciato l'imprenditore che nello stabilimento aveva anche la sua abitazione 'privata'. In provincia di Genova sono circa 400 i lidi balneari, e secondo il gip del capoluogo ligure Milena Catalano in Italia sono 17594 le spiagge 'privatizzate' che non rispettano la Bolkestein.