Cronaca

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Il legale di parte civile, alla vigilia della ripresa delle udienze prevista per lunedeì 12, garantisce che il crollo e gli omicidi stradali resisteranno sino alla pronuncia della Cassazione
2 minuti e 45 secondi di lettura
di Michele Varì

"Al processo per il crollo di ponte Morandi non esiste il rischio che i reati più importanti come crollo e omicidio stradale possano cadere in prescrizione prima della sentenza definitiva".

Lo garantisce a Primocanale Fabio Panariello, avvocato di parte civile e uno dei legali più presenti in aula al processo per la tragedia di ponte Morandi che il 14 agosto 2018 è costata la vita a 43 persone e che vede alla sbarra 58 imputati fra cui i vertici di Autostrade per l'Italia e di Spea, la società di ingegneria che doveva controllare Aspi.


Un maxi processo con tempi adeguati

L'avvocato si spiega meglio le possibili dinamiche legate alle prescrizioni: "Con i tempi di questo processo l'unico dubbio è legato ai reati di falso che hanno un termine di prescrizione più breve. I reati principali, il crollo colposo e gli omicidi colposi di natura stradale, invece non dovrebbero rischiare la prescrizione perché il processo ha avuto un andamento relativamente veloce e non ci sono state interruzioni" aggiunge Panariello, di fatto plaudendo al lavoro del collegio dei tre giudici Lepri, Balbini e Polidori che a suo dire sono stati capaci di dialogare con le parti e tenere un ritmo di udienze molto elevato.

Il legale elogia i difensori degli imputati

Panariello elogia anche il comportamento dei tanti colleghi che difendono gli imputati, fra cui nomi di rilievo nazionale dell'avvocatura: "Bisogna riconoscere che hanno svolto le loro argomentazioni in tempi ragionevoli e quindi si va verso una pronuncia di sentenza abbastanza veloce visto che il primo grando dovrebbe arrivare entro il 2026, tenuto contro che la camera di consiglio (il tempo che i giudici si prenderanno per comminare le pene) non sarà bere visto che si tratta di reati colposi non semplici da giudicare, mentre per l'appello e la Cassazione a mio avviso si dovrà attendere al massimo altri due anni, dunque nessun problema di prescrizione per i reati più gravi hanno termini molto più in là nel tempo".

Per pene superiori a 4 anni possibile il carcere


Panariello poi risponde a chi chiede se qualcuno degli imputati alla fine del processo andrà in prigione: "La legge parla chiaro, si rischia di avere un'espiazione anche detentiva con condanne definitive sopra i 4 anni, ma si tiene conto anche dell'età, e al Morandi gli imputati non sono giovani, e dei precedenti. Ma la carcerazione giustamente è l'ultima ratio in un ordinamento come il nostro che cerca di garantire i diritti di tutti e la rieducazione del condannnato e l'applicazione di misure alternative. Ma l'applicazione della sentenza di Avellino, per cui è finito in galera l'ex amministratore delegato di Autostrade Castellucci, l'indagato principale anche nel processo di Genova, conferma che in Italia quando si deve andare in prigione, purtroppo, perchè il carcere non è una soluzion dei problemi, ci si va. Semmai c'è un problema di carceri sovraffollamento".

Lunedì 12 tornano le arringhe delle difese

Il processo Morandi fermo per le festività dal 17 dicembre riprenderà lunedì 12 gennaio con il proseguo delle arringhe degli avvocati degli imputati, il primo giorno toccherà ai legali degli imputati Fabriani e Melegari, martedì invece spetterà alle difese ancora di Melegari e di Trimboli e Ruggeri.

Dal 30 marzo toccherà a Castellucci

Gli avvocati Alleva e Accinni che difendono Castellucci invece, salvo cambiamenti in corso d'opera, parleranno il 30 e il 31 marzo e l'1 e il 2 aprile, data in cui si concluderanno le arringhe dei difensori.

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