
GENOVA - “Non è davvero accettabile che le fonti giornalistiche arrivino al punto di lasciar trapelare informazioni addirittura del tutto inverosimili": lo dichiara l'avvocato Nicola Scodnik, legale difensore dell'editore di Primocanale Maurizio Rossi che, secondo l'edizione online del Secolo XIX, sarebbe accusato di corruzione nell'ambito dell'inchiesta che ha coinvolto regione, porto e imprenditoria.
"Questo modo di procedere ci convince sempre di più del fatto che tutto ciò sia, evidentemente, frutto della sola volontà di favorire la quotidiana visibilità dell’inchiesta non in termini oggettivi, bensì sbilanciata in ottica accusatoria”, sostiene l'avvocato.
Scodnik aggiunge: “In questo caso si è superato ogni limite. Nonostante sia stata esercitata l’azione penale in relazione a specifici fatti di corruzione nei confronti di ben individuati soggetti (tra cui non figura Rossi), si insinua adesso che quella vicenda ipotizzerebbe anche la partecipazione di Rossi. Il che, come anche uno sprovveduto può cogliere, è tecnicamente sbagliato perché incoerente con la logica delle imputazioni formalizzate nel giudizio immediato già fissato e che verrà celebrato a novembre. Questo modo di procedere – conclude l'avvocato - preoccupa davvero perché restituisce l’immagine di iniziative poco trasparenti che non sono certo di aiuto all’accertamento della verità dei fatti”.
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