
LIGURIA - L'ombra della siccità che ha afflitto il Nord Italia nell'ultimo periodo minaccia i tempi a venire, con i dati che confermano il 2022 come l'anno più caldo mai registrato negli ultimi cinquanta (LEGGI QUI). Regione Liguria corre ai ripari e per promuovere l'uso consapevole delle risorse idriche e preservare quelle di acqua dolce, ha approvato i primi criteri per il riutilizzo delle acque reflue (di scarico) urbane e le loro procedure di distribuzione.
L'acqua, opportunamente trattata, invece di essere smaltita nei corsi d'acqua o in mare può infatti essere impiegata in irrigazione di aree verdi pubbliche e campi sportivi, per lavare le strade e cassonetti o anche in campo industriale.
Per questo le acque reflue trattate saranno messe a disposizione, a titolo gratuito, ai soggetti pubblici e privati che ne faranno richiesta. I criteri saranno applicati dagli enti competenti ad autorizzare il riutilizzo delle acque reflue (Province e la Città Metropolitana).
"Il riutilizzo delle acque reflue urbane in attività come pulizia urbana e irrigazione permetterà di evitare l'uso di quella potabile. Una forma di economia circolare che sarà utile per avere a disposizione volumi d'acqua in più, anche per far fronte ad eventuali nuovi momenti di siccità", commenta l'assessore Giacomo Giampedrone.
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