"Ci aveva pensato bene prima di ucciderla". A due giorni dalla strage di Molassana, gli inquirenti non hanno dubbi. Antonina Scinta, la donna di 72 anni freddata dal marito Carlo Trabona, muratore in pensione di 74, è stata uccisa con un rito in stile mafioso, ovvero: in ginocchio. La donna era colpevole, nella mente dell'uomo, di averlo tradito col vicino di casa Loreto Cavarretta di 68, caduto sotto i colpi di un revolver col fratello Angelo di 77, domenica in via Piacenza, nel quartiere di Molassana sempre ad opera di Trabona, che dopo aver lavato l'immaginario disonore col sangue, si è suicidato. Una condanna a morte arrivata dopo mesi di violenze come hanno confermato ieri le figlie di Trabona, Maria Pina e Caterina, interrogate dagli investigatori. "Una volta ho visto mamma con un occhio nero. Mi ha detto che era caduta dalle scale". Anche al circolo "La concordia" dove Angelo e Carlo trascorrevano le ore a giocare a carte, sono stupefatti: "Era un uomo tranquillo - spiega Giuliano Balestracci, il presidente del circolo -. Non mi sarei mai aspettato una cosa simile".
Cronaca
Strage di Molassana, le indagini: "L'omicidio è stata un'esecuzione"
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