Cronaca
Gay Pride, in migliaia sfilano per l'uguaglianza dei diritti
1 minuto e 2 secondi di lettura
Decine di migliaia di persone hanno iniziato a sfilare festosamente per le strade di Genova per celebrare il Gay Pride Nazionale promosso da decine di associazioni, circoli e organizzazioni che si riuniscono dietro allo slogan "L'Italia che fa la differenza". Entusiasti gli organizzatori dell'Arcigay che parlano di duecentomila persone che stanno colorando la città con bandiere, palloncini, costumi variopinti e soprattutto con i carri allegorici che hanno sbizzarito la fantasia di gay, lesbiche, bisessuali, transgender. Aperto dal trenino delle Famiglie Arcobaleno, associazione delle famiglie omogenitoriali con i loro bambini, il corteo attraversa il centro di Genova fino a piazza De Ferrari dove sono previsti saluti e interventi tra gli altri delle madrine, Vladimir Luxuria e Lella Costa. Il primo carro è quello della Comunità di San Benedetto al Porto di Don Andrea Gallo, che ospita le persone transessuali del ghetto di Genova. Il capoluogo ligure ha risposto con entusiasmo al Pride Nazionale LGBTQI (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer, intersessuati). Lungo il percorso migliaia di persone attendono curiose e divertite la sfilata festante, ci sono famiglie al completo, bimbi, ragazzi, adulti e anziani, come Paola, 70 anni, in attesa con cinque amiche: "Genova conservatrice? Forse un tempo, siamo qui per vedere qualcosa di diverso".
Ultime notizie
- Skymetro, dopo il no resta il vuoto: Genova in attesa di un nuovo progetto per la mobilità
- 100 anni di Grande Genova 1926-2026
- Dagasso, Asllani, Baldanzi: Genoa, rivoluzione a centrocampo
- Morandi, l'imputato ex presidente Aster Fabriani: "Controlli ponte spettavano ad altri"
-
Ecco la mappa dei quartieri dove si muore di più a Genova
- Addio allo storico fioraio di via XX Settembre: dopo 40 anni chiude "Galleria d’Arte e Fiori", sette dipendenti a casa
14° C
LIVE
IL COMMENTO
-
Matteo Angeli
Mercoledì 14 Gennaio 2026
-
Luigi Leone
Lunedì 12 Gennaio 2026
leggi tutti i commentiQuando la protesta è scomoda: sull’Iran la sinistra resta in silenzio
Salis, le primarie divisive e l’obbligo della coerenza