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Calcio e business, parte seconda e non sarà l’ultima. Vi abbiamo raccontato di come ci piacerebbe che fosse il calcio almeno tra i giovani o comunque a livello amatoriale e dilettantistico. Un’isola felice, uno spazio per educare soprattutto quando scendono in campo i più piccini: perché gli allenatori e le società sono fondamentalmente educatori. Invece c’è qualcosa che non quadra. La segnalazione c’è arrivata da un allenatore di baby calciatori, una vita ad insegnare che il calcio è divertimento ed educazione. Appunto. Lo spunto è offerto da “Il calcio Illustrato”, il mensile del calcio dilettantistico ufficiale della Lega nazionale dilettanti che arriva a tutte le società dilettantistiche italiane. In prima pagina l’annuncio dell’arrivo della Card dei dilettanti: bollette, ricariche e tanto altro direttamente al bar della società e ancora, si legge, un universo di vantaggi per tesserati e club. L’iniziativa è firmata da una nota azienda. Sfogliamo la rivista, leggiamo l’articolo che offre alcuni elementi. “Un motore per le società”, ecco il titolo e sotto si spiega come questo accordo potrà permettere alle società di trasformarsi in sportello aperto verso tesserati e famiglie e di diventare sempre di più un punto di aggregazione sul territorio. Guadagnando risorse in cambio di servizi. Ma entriamo nello specifico e c’è un passaggio molto chiaro: le società in cui siano presenti esercizi commerciali aperti al pubblico potranno aderire al Circuito di questa nota azienda (su base volontaria e ove risultino i requisiti normativi e contrattuali). E ancora l’adesione offrirà una serie di servizi di vario genere come dicevamo prima e udite udite Giochi e Lotterie, Gratta e Vinci. Non è finita, il bar della società di calcio diventerà così anche un punto di aggregazione dove seguire l’evolversi degli eventi sportivi, sui quali, chi vuole, può scommettere dal vivo. Sono altri passaggi dell’articolo, e ripetiamo si tratta di una rivista ufficiale della Lega nazionale dilettanti. Si partirà con questo progetto in cinque regioni ma presto potrebbe aderire anche la Liguria dove la proposta ha riscosso molte perplessità tra le società. Tradotto, vai nel campetto a sette per accompagnare tuo figlio che gioca a calcio e magari fai pure una scommessa su qualche evento sportivo oppure compri un gratta e vinci. Facciamo una considerazione: tutto quello che vi abbiamo raccontato è assolutamente legale. Ma abbiamo un dubbio grande così, e tante domande. Ma perché il mondo del calcio giovanile deve aprire la porta al gioco quello con la prima lettera minuscola? Ed ecco l’ interrogativo principale. Chi ci garantisce che sarà vietata la vendita a bambini o minorenni magari stuzzicati da una vincita che sembrava facile ma invece non lo è? E ancora: ma perché anche il business deve sbarcare su quell’isola felice che si chiamava calcio giovanile? Dove il primo pensiero è educare, non scommettere.

MA QUALCUNO NON CI STA...

Continuano a delinearsi i contorni dell'inchiesta che abbiamo intitolato "calcio & business" e di cui ci stiamo occupando da alcuni giorni. Siamo stati contattati da alcune società dilettantistiche che hanno raccontato aspetti interessanti della vicenda. Ad esempio che i servizi offerti da questa nota azienda (e dunque, i vantaggi) sarebbero stati fruibili solo ed esclusivamente dalle società proprietarie di un campo da gioco. Una minoranza rispetto al numero complessivo delle società operanti sul territorio regionale. Alcuni dirigenti hanno, poi, scritto direttamente a Roma, alla Lega Dilettanti, per protestare per la "caduta di stile" su un tema così delicato come l'etica: ovviamente senza ricevere alcuna risposta.