Politica

1 minuto e 31 secondi di lettura
Alla fine, dopo ore e ore di trattative, un tassello almeno sembra essere andato a posto. Ed è quello relativo ai pensionati di Ansaldo che hanno ottenuto i benefici per aver lavorato a contatto con l’amianto. L’escamotage trovato alla Camera per cercare di sbloccare l’erogazione degli assegni di previdenza (ci sono 34 pensionati che non lo ricevono da 5 mesi) è stato quello di inserire il provvedimento in un maxi emendamento sul lavoro presentato dal relatore del decreto sugli incentivi che sarà discusso e approvato dalla commissione finanze entro la fine della settimana, prima di approdare, settimana prossima, in aula. La notizia è rimbalzata da Roma nel pomeriggio. È stato ancora una volta il presidente della Regione Burlando a informare, in prefettura, i pensionati, emendamento alla mano. Un documento in parte cambiato rispetto a quello originale, che era stato ritenuto inammissibile dagli uffici di presidenza della Camera stessa. Ma che nella sostanza prevede di sbloccare le pensioni oggetto di un’inchiesta della magistratura, almeno sino a quando l’inchiesta stessa non sarà completata. Rimane invece ancora aperto il capitolo relativo alle pensioni dei lavoratori dell’ex Cap, il consorzio autonomo del porto di Genova, riviste al ribasso negli ultimi mesi dall’Inps con l’obbligo per i lavoratori di restituire parte dei soldi percepiti fino a oggi. Quell’emendamento non è stato inserito. “E’ evidente – dice Burlando – che non c’è la volontà politica del centrodestra di risolvere questa vicenda”. Da Roma ribatte l’onorevole Michele Scandroglio del Pdl: “Sono due questioni diverse che non possono essere equiparate”. Anche in questo caso, comunque, si tenta una soluzione in extremis, con la possibilità di inserire un sub emendamento al decreto sugli incentivi. (Davide Lentini)