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E’ iniziato a Genova l’interrogatorio di Alfonso Di Donato (nella foto), direttore amministrativo della Asl2, interrogato sul filone di “mensopoli” savonese. Il sostituto procuratore Francesco Pinto - che indaga sul presunto giro di tangenti pagate dall’imprenditore vercellese Roberto Alessio per aggiudicarsi gli appalti delle mense scolastiche di Genova e dell’Azienda sanitaria di Savona – sta ascoltando in queste ore Alfonso Di Donato. Alessio dichiarò di avere infatti ricevuto “rassicurazioni” dal manager sul buon esito della gara. E la fornitura di pasti alle strutture sanitarie dell’intera provincia, che la Alessio Spa si aggiudicò sollevando le proteste della concorrente Pedus, di Bergamo che vinse il ricorso al Tar, facendo annullare la prima assegnazione e obbligando la Asl a indire un’altra gara. Secondo il pm, il nuovo bando fu realizzato in modo da restringere la possibile vittoria al solo Roberto Alessio. E Giuseppe Profiti, attuale direttore dell’ospedale Bambin Gesù di Roma ed ex supermanager della Regione, era finito ai domiciliari con l’accusa di turbativa d’asta. «Non ho mai conosciuto una persona più specchiata del dottor Di Donato - dichiarò a fine maggio davanti a microfoni e telecamere, prima d’essere ascoltato al palazzo di giustizia genovese - Certo abbiamo un rapporto di amicizia e cordialità, posso chiedergli un favore, ma ovviamente accade nei rigidi limiti fissati dalla legge». Il legale di Di Donato ha spiegato che il suo assistito non partecipava, materialmente, alla compilazione del capitolato d’appalto. Ed è in questo senso che potrebbe svilupparsi la difesa di oggi pomeriggio.