cronaca

Il 3 novembre 1943 arrivarono le SS in Sinagoga e chiesero i registri di tutti gli iscritti iscritti per cercarli casa per casa
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Era importante esserci nonostante il maltempo alla marcia della memoria contro il razzismo. A causa della pioggia, la comunità ebraica e i circa 400 partecipanti si sono ritrovati davanti al Teatro Carlo Felice dove è stato proiettato un filmato in apertura con le reazioni dei giovani alle testimonianze di chi ha vissuto sulla propria pelle la deportazione nei campi di concentramento. Come Gilberto Salmoni, deportato a Buchenwald all'età di 16 anni, anche oggi presente per non dimenticare.

E Genova non dimentica quel 3 novembre del 1943, quando le SS arrivarono nella sinagoga di Genova e portarono via i registri degli iscritti per cercarli casa per casa. Dei 262 ebrei deportati, soltanto 12 tornarono dopo la guerra. "Le SS costrinsero il capo della sinagoga a convocare con una scusa una riunione di alcuni fedeli, una ventina di persone vennero così subito arrestate e deportate", ricorda Ariel Dello Strologo, presidente della comunità ebraica. 

"Siamo contenti di vedere questa partecipazione, a qualche metro da qua in Galleria Mazzini è collocata la pietra di inciampo che porta il nome di Riccardo Pacifici, il rabbino capo, che scelse fino alla fine di restare con i suoi fedeli. Picchiato a lungo dai fascisti che lo avevano arrestato, arrivò a Marassi e poi venne deportato ad Auschwitz. Quello che questa pietra vuole suscitare è continuare a turbare i nostri cuori e le nostre menti, facendoci ricordare che la stessa sorte la subirono bambini e anziani". 

E hanno fatto male le immagini più recenti del corteo No Green Pass di Novara, immagini che hanno sconvolto non solo la comunità ebraica ma tutta l'opinione pubblica, per aver distorto la memoria della Shoah. In virtù di questo, è ancora più importante tramandare ai ragazzi e alle generazioni future quanto è stato per far sì che non accada mai più. 

"Ricordiamo uno dei momenti più bui della storia di Genova, quando il custode della sinagoga è stato costretto a consegnare i nomi degli ebrei ai nazisti. Oggi diciamo con veemenza no al razzismo e no all'antisemitismo", commenta l'assessore di Regione Liguria alle politiche giovanili Ilaria Cavo, ricordando anche quel momento di incontro avvenuto proprio al teatro Carlo Felice tra le scuole e la senatrice Liliana Segre.

Alla cerimonia hanno partecipato fra gli altri padre Marco Tasca, arcivescovo di Genova, Andrea Chiappori, responsabile della Comunità di Sant'Egidio in Liguria, il prefetto Renato Franceschelli e il nuovo questore di Genova Orazio D'Anna. Durante la cerimonia, Dello Strologo ha anche annunciato che a gennaio verranno posate altre quattro pietre di inciampo dedicate ad Albino Polacco, alla moglie e ai loro due figli che furono catturati nella sinagoga di Genova il 3 novembre 1943