cronaca

Grande partecipazione da parte dei genovesi
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Grande richiesta allo stand camerale di piazza De Ferrari per le visite alle botteghe che aderiscono a Slow Fish: le 3 visite guidate offerte dalla Camera di Commercio alle botteghe che hanno aderito, con vetrine, promozioni o altri eventi a tema, a Slow Fish 2021, sono andate esaurite nella giornata di ieri. Per questo la Camera ha dovuto correre ai ripari raddoppiando i giri di venerdì pomeriggio e sabato mattina.


 
"È una grande soddisfazione - commenta il segretario generale Maurizio Caviglia - vedere come l'interesse dei genovesi per le loro botteghe non sia venuto meno in questi due anni. Con Regione, Comune e associazioni di categoria abbiamo sostenuto una grossa campagna per ricordare il valore del commercio sottocasa. Quando poi sottocasa si hanno dei veri e propri gioielli come le nostre botteghe, il gioco è fatto. Ringraziamo i negozianti che hanno saputo cogliere al volo l'occasione per salutare il ritorno di Slow Fish e rendere la città ancora più accogliente "



Intanto Slow Fish lancia l'appello a salvaguardia dei mari dai rifiuti di plastica che minacciano l'ecosistema: 'Da domani, 3 luglio 2021, i mari che lambiscono le coste europee saranno più protetti dall’inquinamento di 10 prodotti in plastica monouso, le spiagge saranno più pulite e i prodotti ittici che portiamo sulle nostre tavole più sani e sicuri.' "È questa la notizia che avremmo voluto lanciare oggi, dopo dieci edizioni di Slow Fish - la manifestazione in corso a Genova fino a domenica 4, organizzata da Slow Food e Regione Liguria - che dal 2004 sensibilizza il pubblico sulle problematiche degli ecosistemi acquatici e accende i riflettori sulle iniziative virtuose delle comunità della piccola pesca artigianale che si adoperano per risolverle."


E invece la notizia che diamo non è questa, per tre motivi che non fanno altro che generare ancora più confusione. 
  • Domani sarebbe dovuta entrare in vigore in tutti i Paesi dell’Ue la direttiva sulle plastiche monouso (la Sup - Single Use Plastic) adottata nel 2019 con l’obiettivo di ridurne l'impatto sull'ambiente. Se guardiamo al panorama dei vari stati, la direttiva prevede che quanto già prodotto vada in esaurimento (e chissà per quanti anni ne avremo ancora). 
  • Se però guardiamo nello specifico a ciò che accade in Italia, ci tocca constatare che al momento esiste solamente una bozza di decreto legge di recepimento, che non è nemmeno stata messa in calendario del Consiglio dei Ministri. 
  • Inoltre sono già in atto trattative tra gli stati membri e la Commissione europea per attenuare gli effetti della direttiva sul comparto industriale, fortissimo soprattutto in Italia e Spagna.

Tra i nodi da sciogliere anche la questione dei prodotti usa e getta in bioplastica, considerata dalla direttiva europea alla stessa stregua delle plastiche tradizionali, nonostante le bioplastiche utilizzate per piatti e bicchieri, ad esempio, siano biodegradabili e compostabili. "Al momento la confusione regna sovrana" evidenzia Andrea Di Stefano di Novamont, a Slow Fish per raccontare alcuni dei progetti che vedono protagoniste comunità della pesca in Puglia e Campania. "Purtroppo la direttiva è nata all’insegna della fretta e della scarsa attenzione all’innovazione. Il target principale nel monouso dovrebbe essere quello della riduzione del consumo, indipendentemente dal materiale.


L’auspicio è che l’Italia, forte del miglior sistema europeo di raccolta differenziata dei rifiuti alimentari, e di tutti quelli assimilabili perchè compostabili, scelga di abbinare a obiettivi ambiziosi di riduzione, prodotti compostabili rigorosamente certificati. Si tratta di un obiettivo importante anche per tutelare il consumatore da quei manufatti che, pur non rientrando nell’elenco della direttiva Sup, possono essere privi di certificazioni che ne garantiscano sia la sicurezza alimentare sia la compostabilità industriale nel fine vita"