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Il rappresentante degli orlandiani in corsa per la segretaria a Genova
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 “Alcuni temi come l’immobilismo dettato da correnti che hanno di fatto ingessato la nostra attività politica credo sia un appello che non debba rimanere inascoltato”. Entra così sul tema della sfida tra le anime del partito democratico genovese Simone D’Angelo, 32 enne in corsa per la segretaria al congresso in programma a fine mese.

D’Angelo, già vicesegretario, orlandiano, sfida Federico Romeo, Presidente del Municipio Valpolcevera, appoggiato dagli amministratori indipendenti (+Dem), Area Dem, Base riformista e popolari.

“Il problema non è tanto l’esistenza delle correnti in un partito – dice D’Angelo - ma cosa rappresentano. Dobbiamo cercare di ricostituire un dibattito interno. L’alternativa alle correnti è il pensiero unico. Ma le correnti devono essere basate su idee e progetti, non su persone”.

D’Angelo nella trasmissione di Primocanale Liguria2021, tenta in qualche modo di smarcarsi dal legame con il Ministro: “Ho votato Andrea Orlando nel congresso del 2017, ma le etichette del passato non servono a ricostruire il partito del futuro. Serve una rete sociale delle forze democratiche e progressiste”.

E sugli errori del passato, a partire dalla scelta del candidato alle ultime regionali, sostenuta a Roma proprio da Orlando nonostante i mal di pancia in Liguria, D’Angelo risponde così: “Le analisi superficiali servono a poco, bisogna fare autocritica rispetto a quello che è accaduto: perdere tutto quello che si poteva perdere ha come responsabili non i singoli, ma i collettivi. Per costruire una proposta per la città, l’unica possibilità è una sommatoria di diversi soggetti politici”.