Un detenuto del carcere di Sanremo ha tentato di togliersi la vita. Provvidenziale e tempestivo l'intervento di uno degli agenti penitenziari ha permesso di evitare la tragedia."Non possiamo affidarci solo alla polizia penitenziaria, alla fortuna, occorrono uomini e mezzi, può succedere di tutto – informa il segretario regionale della Uil Pa Fabio Pagani –. Incontreremo la direzione per un confronto sull’organizzazione del lavoro breve e ci pare necessario che occorra riflettere sull’impiego delle risorse umane. Se il Dap non implementa l’organico bisognerà, gioco forza, rivedere le assegnazioni di poliziotti penitenziari negli Uffici e nei servizi complementari. Benchè anch’essi siano essenziali alla vita dell’istituto in questo momento è preminente rinforzare le prime linee".
"Vogliamo ricordare che a Sanremo l’organico previsto dai decreto ministeriale dovrebbe essere di 201 unità di Polizia Penitenziaria, ne sono, invece, assegnate 170. Alla fine per garantire i servizi operativi essenziali restano poche unità. Troppo poche! Assolutamente inadeguate a garantire i livelli minimi di sicurezza, ancor più in considerazione – chiude Pagani - che attualmente sono ristretti 265 detenuti in una struttura che potrebbe al massimo contenerne 219 , inoltre con estremo rammarico dobbiamo evidenziare che a Sanremo continuano ad arrivare gli arrestati, Sanremo è una Casa di reclusione . Anche in questi numeri c’è la ragione delle violenze che registriamo quotidianamente a Sanremo”.
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