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Il governo fissa ufficialmente le date della ripresa della stagione interrotta a marzo
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 Il calcio arriva in ordine sparso alla giornata decisiva. Domani il governo delibera se dare o no il via libera alla ripresa del campionato, per il 13 o più probabilmente 20 giugno.


Le società mantengono un’unanimità di facciata, ma dietro le quinte gli interessi particolari di classifica frantumano il fronte. Intanto la Lega, per intraprendere una difficile controversia cala la pistola carica del decreto ingiuntivo, in merito alla terza e ultima rata stagionale dei diritti tv, senza la quale molte società salterebbero in aria. In particolare le due genovesi, sostanzialmente ostili all’ipotesi di rimettere in gioco con i playout una posizione di classifica relativamente rassicurante, affrontano in questi giorni anche il passaggio dei bilanci. Il Genoa ha chiuso con un utile di 10 milioni, dovuto agli affari Piatek e Romero, mentre la Sampdoria secondo indiscrezioni deve vedersela con un rosso di pari entità, in un quadro ancor più complicato dalle note criticità economiche del gruppo Ferrero. Restare in A è vitale per entrambi i club, che preferirebbero il blocco totale della stagione e quindi delle retrocessioni: ma il calcio va nella direzione della ripresa e la salvezza andrà conquistata sul campo.