salute e medicina

Per la metà di giugno si spera contagi tendenti allo zero
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“C’è stato un minimo incremento sul numero dei casi che si verificano per questo è importante non abbassare la guardia, vediamo un rallentamento della circolazione ma non dobbiamo illuderci che il coronavirus abbia perso di intensità”. Così il professor Giancarlo Icardi Direttore Clinica Igiene dell’Università di Genova fa il punto a due settimane dall’inizio della fase 2 lanciando a tutti un monito “attenzione alla falsa sicurezza che ci creiamo con amici e conoscenti perché il contagio riguarda chiunque”.


“Il virus in questo momento non ha alcun interesse a modificare la propria attività – spiega Icardi - poi possiamo ipotizzare che nel tempo il covid-19 perda un po' della sua forza ma al momento non abbiamo alcuna evidenza scientifica”.
A conferma di questo anche un progetto a cui il Policlinico San Martino di Genova sta partecipando a livello nazionale e che ha come obbiettivo quello di stabilire la carta d’identità del virus con le sue caratteristiche genetiche.
“Avere la carta d’identità del virus – racconta il professor Icardi - ci aiuterà a capire realmente quali possono essere le proteine che hanno una funzione nel stimolare la produzione di anticorpi proteggenti, ci possiamo rendere conto se ha delle modifiche in senso positivo vale a dire se è meno virulento e quant'altro quindi tutte queste indagini sia a livello nazionale ma ovviamente anche a livello internazionale servono a farci sempre meglio comprendere quelli che sono le caratteristiche del virus che poterlo combattere al meglio”.


“I dati al momento ci danno ancora una visione parziale perché – ricorda Icardi - questo virus ha l'incubazione mediana di 5 giorni ma il periodo di incubazione può variare perché ci si contagia da due giorni a 14 giorni per cui essendo nella prima settimana di parziale riapertura di tante attività dopo che abbiamo avuto la fase di lockdown, dai primi numeri comunque, come potevamo aspettarci, c’è stato un certo incremento seppur minimo sul numero dei casi che si verificano sul territorio, non dobbiamo farci prendere dall’apprensione ma dobbiamo interpretare questo trend come la necessità di continuare a rispettare quelle regole che ci siamo dati ossia distanziamento fisico, utilizzo delle mascherine soprattutto nei luoghi chiusi e non abbassare la guardia”.


Quando la Liguria potrebbe non avere più contagi o quasi? Per Icardi è difficile dare un periodo anche perché è una data che si modifica in base alle cose che accadono e “visto questo piccolo incremento oggi sposterei la data che inizialmente era tra fine maggio e inizio giugno alla seconda metà di giugno anche se spero di sbagliarmi e che la prima settimana di giugno sia quella che ci dice che nella nostra regione i contagi sono arrivati allo zero o almeno tendenti allo zero”.


Il professor Icardi ha parlato anche della sperimentazione con il plasma iperimmune di cui Primocanale si era occupato dall’inizio: “la mia opinione è positiva nel senso che il razionale che sta dietro all'utilizzo del plasma può avere sicuramente un suo significato è chiaro che non possiamo pensare che l'utilizzo del plasma raccolto da soggetti che hanno avuto il coronavirus possa essere la panacea di tutti i mali; va utilizzato sotto rigoroso controllo scientifico tanto è vero che esiste un protocollo a cui anche il San Amrtino partecipa con la dottoressa Agostini che è il direttore del centro trasfusionale, questo trial ci dirà quanto veramente questo plasma iperimmune può essere utilizzato e in quali situazioni e quali indicazioni soprattutto”.