cronaca

In crisi di nervi (e guadagni) i pochi commercianti della zona che vivono di passaggio
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 “I lavori si sono interrotti da martedì scorso, siamo senza parole” ci racconta Enzo Fugazzi, commerciante al limite di quello che fino a novembre era il ponte di Gramizza sulla strada Statale 586 e che oggi è un vicolo cieco. A una settimana dalla visita di Primocanale Enzo ci ha ricontattato per raccontare cosa sta succedendo sulla strada principale che collega il mare alla Val d’Aveto, e che ora, a causa del cantiere del ponte di Gramizza, costringe a un giro più ampio e sta mandando in crisi di nervi (e guadagni) i pochi commercianti della zona che vivono di passaggio, com il bar e negozio di alimentari di Enzo, un agriturismo, un mulino, i ristoranti di Magnasco e Villanoce.

Ma anche chi vive nel vicino paese di Amborzasco, chi ha il rifugio del monte Penna, e altre attività della zona, ultimi avamposti di quel commercio eroico che resiste nell’entroterra e che documentiamo con “Viaggio in Liguria”. Il ponte di Gramizza, dai primi giorni di novembre, è stato chiuso per problemi strutturali e Anas ci sta lavorando: prima chiusura del cantiere prevista a fine novembre, poi slittata a fine dicembre, poi a fine gennaio e infine ai primi giorni di marzo.

Noi, dopo la telefonata di Enzo, abbiamo contattato l’ufficio stampa di Anas che ci ha spiegato che i lavori non sono fermi ma “che si valutano giorno per giorno le condizioni meteo e la temperatura perché si sta usando una malta che sotto certe temperature non si può usare”. Spiegazione che non convince residenti e commercianti che chiedono una più rapida riapertura della strada.