Fuori i politici dalla sanità. E’ uno slogan antico che nessuno, nonostante anche qualche buona intenzione, è mai riuscito nel tempo passato a applicare. Ora ci riprovano i Cinquestelle. Fuori i politici dalla sanità?.Ma siamo sicuri che sia giusto così? L’Italia gode di una ottima sanità pubblica (ottima non vuol dire che non ci siano enormi e spesso vergognosi problemi di gestione, ruberie e mascalzonate). Ottima, perché alcuni politici preveggenti e onesti alcune decine di anni fa così l’hanno ideata: diritto alla cura per tutti e gratis. Tutti, cioè, anche chi non ha possibilità economiche ha diritto a essere curato nel migliore dei modi. Una sanità Universale e Democratica.
Questa sanità italiana, spesso così bistrattata e insozzata da politici farabutti, nonostante tutto e tutti è stata voluta così dalla politica. Una buona politica messa in pratica da politici seri. E io credo che sia la politica seria a dover tracciare le linee guida della sanità pubblica, però affidando la gestione organizzativa e tecnico-scientifica delle strutture, gli ospedali e le Asl in prima istanza, ai competenti non politici. Scelti per meriti speciali non per appartenenza a partiti e lobbies, correnti e congreghe elettorali. Competenti nella gestione di un settore così delicato, come nei ruoli medici ci devono andare medici competenti non sistemati anche in ruoli apicali per tessera o amicizia di partito o di potente del luogo.
Quindi attenti al facile slogan: fuori i politici dalla sanità.
Magari sarebbe meglio: fuori gli incompetenti.
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