salute e medicina

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"Nei primi due mesi del 2019 in Italia abbiamo avuto gli stessi casi di morbillo che si sono verificati negli Stati Uniti nello stesso periodo dell'anno: oltre 300. E il 37% dei soggetti sono finiti ricoverati in ospedale per delle complicanze". Così il professor Giancarlo Icardi del dipartimento di igiene dell'Università di Genova traccia il bilancio sul casi di diffusione del virus del morbillo nel 2019.



Numeri preoccupanti per una malattia altamente contagiosa che tra i suoi effetti più evidenti comprende: eruzioni cutanee che il più delle volte si risolve spontaneamente ma che può, in casi relativamente rari, perdita della vista, perdita dell'udito, danni cerebrali permanenti. I segni e sintomi iniziali di solito includono febbre, spesso superiore a 40 gradi, tosse, naso che cola e occhi rossi. "Fondamentale per evitare la diffusione del virus è il vaccino - spiega ancora Icardi -. E' un gesto etico vaccinare i propri figli, serve, oltre che per proteggere gli stessi, anche per proteggere e creare uno scudo per tutte quelle persone che per motivi sanitari diversi non possono fare il vaccino".


E gli efetti del vaccino sulla diffusione del virus sono evidenti guardando i dati ma ancora manca un pochino per raggiungere l'obiettivo. "La copertura - racconta ancora Icardi - negli anni 2002-2004 riguardava circa l'80% degli italiani, oggi dopo che è stato reso obbligatorio parliamo del 94%, siamo a un passo da quel 95% che dovrebbe garantire l'eliminazione nel tempo della circolazione di questo virus" conclude il professore.