cronaca

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 "Venite al Ducale, venite a vivere il Ducale perché questo è il posto dove si vive e ci si incontra e dove si costruiscono i ponti e si tirano giù i muri". Così Luca Bizzarri, attore e presidente della Fondazione per la Cultura - Palazzo Ducale ha commentato il cartellone 2018-2019 del Ducale di Genova. "Sarà una stagione molto particolare - ha detto Bizzarri - perché è la città intera a vivere un momento molto delicato. Ma forse è proprio in un momento come questo che la cultura può essere un motore fondamentale, una speranza, una spinta verso un futuro migliore e con più consapevolezza".


Il cartellone è ricchissimo di eventi, appuntamenti fissi come il Book Pride, la Storia in Piazza e Città di mare, grandi mostre e appuntamenti come la kermesse dedicata a Paganini Rockstar, ma anche 'Da Monet a Bacon, capolavori della Johannesburg art Gallery' e la rassegna dedicata allo showman e giornalista Enzo Tortora. Centinaia gli incontri con personaggi del mondo della cultura, dell'economia e spettacolo.

Palazzo Ducale poi ha la capacità anche di arricchire il territorio uscendo in trasferta con le sue iniziative per coinvolgere e approdare alla Wolfsoniana, nei Musei cittadini a partire da quelli di Strada Nuova e di Nervi, nei Palazzi dei Rolli, nei teatri genovesi riuscendo così a coinvolgere la maggior parte del tessuto culturale cittadino. "Il Ducale - ha concluso Bizzarri - crea ponti e abbatte muri e dio solo sa quanto ne abbiamo bisogno".





"Palazzo Ducale crea ponti e abbatte muri, come ha detto il presidente Bizzarri, e tutta questa programmazione è la dimostrazione di come questo palazzo sia il centro della cultura e del confronto delle idee, un luogo che unisce e non divide in un momento in cui abbiamo tanto bisogno di unità e di ricostruzione". Ha detto l'assessore regionale alla Cultura Ilaria Cavo a margine della presentazione del programma 2018-2019 di Palazzo Ducale.


"Il programma dimostra ancora una volta la capacità di andare avanti sul costruito, sapendo innovare - ha aggiunto Cavo - E visto che il riferimento alla costruzione e alla ricostruzione è fondamentale, questo programma dimostrerà questa capacità: sicuramente la novità più importante è la mostra di Paganini per l'idea in sé e per il fatto che si tratta di un'autoproduzione, come noi avevamo auspicato, che è stata messa in pratica in modo egregio". "C'è molta Genova in questa programmazione - ha continuato Cavo -: è una programmazione molto significativa. In un anno particolare per la nostra città si è puntato sull'eccellenza e sui personaggi storici di rilievo, in segno di grande consapevolezza perché su quello che eravamo possiamo costruire il futuro. Genova se lo può permettere e ne ha bisogno".