Dopo il superamento della crisi del latte legata alla provincia di Genova, tra gli allevatori dell'entroterra ligure, pareva essere tornato un po' di sereno. La speranza è durata per poco tempo.
A creare ansia per il futuro in molte aziende agricole della regione avevano già contribuito i ritardi per i contributi richiesti, fermi al palo a causa della burocrazia e di qualche errore nelle pratiche istituzionali. Tuttavia, i problemi non si esauriscono su quella vicenda assai spinosa, in modo particolare, per le nuove generazioni che martedì protesteranno in consiglio regionale.
Infatti, ad aggravare il panorama c'è il futuro traballante dell'Associazione Regione Allevatori: dipendenti in attesa di stipendio da 14 mensilità e realtà a rischio chiusura. Non solo un presidio, ma una realtà operativa che compie prelievi nelle singole stalle: un servizio fondamentale per molti piccoli imprenditori del settore.
La causa, anche qui, va ricercata negli scarsi finanziamenti pubblici e in cattiva gestione degli amministratori del recente passato. Situazione a un bivio: la chiusura o la regolarizzazione dei debiti.
Ma gli allevatori non possono aspettare.
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