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Dopo la dura contestazione, il presidente aveva contrattaccato i tifosi
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Una contestazione dura, ma senza violenza. Volgare e inaccettabile, invece, come l’ha definita il presidente Enrico Preziosi accettando il muro contro muro nei confronti dei tifosi della Gradinata Nord. I tifosi, quelli che hanno esposto lo striscione “Il Genoa non ha padroni, il Genoa è dei genoani” e poi quelli che nella ripresa hanno clamorosamente voltato le spalle al campo verso una squadra surclassata dall’Atalanta, non replicano.

I gruppi e l’Acg non esprimono commenti al dopo partita carico di tensioni dopo lo 0-5. Lo fa qualche club isolato come il Voltri che rimanda al mittente le accuse di Preziosi. Una spaccatura profonda e una resa dei conti perché pure di bilancio si va a parlare. Il presidente nega che il Genoa abbia debiti, almeno non così tanti come certe cifre apparse qua e là hanno indicato. Di sicuro col fisco c’è un accordo che prevede un pagamento degli arretrati in varie rate per complessivi 40 milioni.

E poi ci sono i milioni che Banca Carige richiede, ma è probabile che ad essere esposta sia la Giochi Preziosi direttamente. E il massimo dirigente rossoblù comunque nega che ci siano somme da regolare. Preziosi conferma intanto il tecnico Mandorlini, pure lui in piena confusione, e per ora non manda in ritiro una squadra allo stato larvale.

Difficile che dopo il pomeriggio difficilissimo con l’Atalanta la famiglia Preziosi rimetta piedi allo stadio, intanto si attendono novità dall’advisor che dovrebbe essere incaricato per trovare un acquirente per il Genoa il cui futuro si gioca nei prossimi mesi e il campo in questo momento è addirittura l’ultimo dei problemi