"Se gli Stati membri non aumenteranno presto i rispettivi ricollocamenti, la Commissione non esiterà ad avvalersi dei poteri ad essa conferiti dai trattati nei confronti di chi non avrà rispettato gli obblighi derivanti dalle decisioni del Consiglio". E' il monito della Commissione Ue agli Stati membri, aprendo così la possibilità a future procedure di infrazione. Bruxelles avverte inoltre che "l'obbligo giuridico di ricollocare le persone ammissibili non decadrà dopo il mese di settembre".Anche il presidente Juncker è tornato sulla questione. "Grecia e Italia hanno fatto sforzi importanti per rendere possibili i ricollocamenti: ora tocca agli altri Stati far fronte ai propri obblighi", ha scritto in una lettera a Tusk.
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