cronaca

Ancora nei guai la famiglia D'Anna: 23 indagati a Genova e Milano
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Tre persone arrestate di cui due in carcere e un notaio interdetto dalla professione per sei mesi. E poi 23 indagati e sequestri per 10 milioni di euro. È il frutto dell'operazione 'Dinasty' dei Carabinieri di Milano e Genova sull'impero di Compro Oro e televendite controllato da Giuseppe D'Anna, membro di una nota famiglia di imprenditori liguri. Sono ritenuti responsabili a vario titolo di truffa contrattuale, frode in commercio aggravata, ricettazione, riciclaggio e reimpiego di denaro e beni di provenienza illecita, nonché trasferimento fraudolento di valori. 

Nelle prime ore della mattina, i Carabinieri della Sezione di Polizia Giudiziaria di Genova, coadiuvati dai militari dei Comandi Provinciali di Genova e Milano, hanno dato esecuzione alle misure cautelari emesse dal gip del Tribunale di Genova, su richiesta del sostituto procuratore Emilio Gatti: arrestati Giuseppe D'Anna e i figli Ruben D'Anna e Joanna Golabek, oltre a Emanuela Botto e Roberto Peragine.

Eseguito poi il decreto di sequestro dei beni, riconducibili ai principali indagati, per i quali è stata richiesta la sorveglianza speciale e la confisca. Sequestrate 8 società, 7 negozi gioielleria e compro oro, 34 conti correnti, 16 immobili, 11 veicoli per un valore di circa 10 milioni di euro.

Un gruppo noto fin dagli inizi degli anni ’80 per le televendite di oggetti preziosi che risultavano spesso difformi dalla realtà. Un caso sbarcato anche su trasmissioni nazionali  come “Striscia la Notizia” e “Porta a Porta”. A metà degli anni 2000, scoppiato il boom dei “Compro Oro”, gli indagati si sono dati a questa attività, secondo l'accusa per riciclare il denaro sporco derivante dalle televendite.

Il meccanismo era praticamente perfetto: riuscire a vendere grandi quantitativi di gioielli, acquistati a poco prezzo sui mercati asiatici, presentandoli in televisione con ottime caratteristiche che in realtà non hanno, facendo credere ai potenziali clienti di poter investire in beni rifugio. Tuttavia, sin dagli esordi, l'operato di D'Anna è stato svariate volte al centro di inchieste giudiziarie, intentate dai pochi che si sono accorti dell’inganno, ma terminate quasi sempre con l’archiviazione del procedimento penale, o perché le vittime venivano risarcite e ritiravano la querela, o per le lungaggini della giustizia.

La famiglia D'Anna, secondo gli inquirenti, era diventata una vera e propria associazione a delinquere
. Con Giuseppe D'Anna lavoravano la figlia Joanna Golabek, subentrata come irresistibile conduttrice televisiva, e il figlio Ruben, che prenderà le redini dell'organizzazione. Una vita, la loro, all'insegna del lusso sfrenato: yacht, soggiorni nei migliori resort in giro per il mondo, auto milionarie, ville in Sardegna e appartamenti nelle zone più prestigiose di Genova, oltre che all'estero, in Francia e Svizzera. 

Nei guai anche S.A., affermato notaio genovese che attraverso 50 atti in 13 anni ha consentito a un esercito di prestanome di oscurare l'attività illecita e le indagini degli inquirenti.