"Il terremoto non uccide. Uccidono le opere dell'uomo!", così il vescovo di Rieti, monsignor Domenico Pompili, nell'omelia della messa funebre ad Amatrice. La ricostruzione - ha proseguito - non dev'essere "una 'querelle politica' o una forma di sciacallaggio di varia natura, ma quel che deve: far rivivere una bellezza di cui siamo custodi"."Questa gente è morta perché amava questa terra e noi vogliamo restare qui", ha detto il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, al termine dei funerali. Una frase accolta da un forte applauso da parte della folla che gremisce la tensostruttura. Il sindaco ha quindi abbracciato forte e a lungo il vescovo di Rieti, mons. Domenico Pompili, che ha celebrato il rito
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